Mostra sommario Nascondi sommario
Al Multihull Boat Show 2026 di La Grande Motte Comar Yachts ha messo in mostra due modelli che segnalano un chiaro spostamento strategico verso i catamarani di fascia alta: un maxi pensato per la crociera lunga e un modello compatto ma tecnicamente avanzato. Per armatori e cantieri, la novità più rilevante è la volontà del cantiere di Fiumicino di coniugare performance, abitabilità e soluzioni sostenibili.
Cosa distingue il nuovo maxi
Il progetto del C-Cat 65 punta a occupare lo spazio riservato ai grandi multiscafo da crociera performante. Le linee esterne sono marcate e il profilo ha un impatto visivo deciso, elemento che ha già attirato l’attenzione nei circuiti specializzati e generato candidature a riconoscimenti di settore.
La configurazione di bordo privilegia l’equilibrio tra guida sportiva e autonomia per il lungo raggio: doppie postazioni di comando assicurano controllo e visibilità, mentre il layout del ponte trova un equilibrio tra ergonomia da regata e una disposizione degli spazi che favorisce l’interazione tra interni ed esterni.
Uniper in vendita: Berlino prepara la cessione al settore privato
Scadenze e disagi oggi: cosa sapere per il 22 maggio
Dal punto di vista costruttivo, l’uso esteso del carbonio è pensato per ridurre il peso e aumentare la rigidità strutturale, con ricadute positive sulla reattività e sul consumo sotto vela. Il risultato atteso è una barca che resta gestibile anche in equipaggio limitato, pur mantenendo prestazioni elevate.
Il 38: piccolo nelle dimensioni, grande nelle soluzioni
Accanto all’ammiraglia, il cantiere ha riproposto il C-Cat 38, ormai stabilito nella gamma e aggiornato con dettagli che ne accentuano l’impronta tecnologica. Il modello esposto monta un albero rotante a profilo alare in carbonio prodotto internamente, oltre a elementi strutturali in carbonio che compongono anche i supporti del bimini.
Soluzioni pratiche riguardano la razionalizzazione degli impianti: il quadro elettrico è stato spostato in uno spazio protetto a bordo e il display multifunzione integra GPS e strumenti di controllo nella zona carteggio, semplificando la gestione della navigazione.
Il pozzetto è pensato per la convivialità: un tavolo ampliato può ospitare fino a dieci persone, e sulla tuga è stato integrato un impianto fotovoltaico calpestabile che supporta l’autonomia energetica della barca.
Non è soltanto una barca da rifugio costiero: il 38 ha già dimostrato capacità oceaniche, avendo accompagnato una coppia di velisti italiani in una circumnavigazione, prova dell’affidabilità del progetto anche in condizioni impegnative.
Uno sguardo al futuro del cantiere
La presenza allo show è servita anche per anticipare le prossime mosse industriali: Comar ha confermato l’intenzione di lanciare un nuovo maxi catamarano destinato al segmento premium, l’evoluzione del progetto C-Cat 56 in fase avanzata di sviluppo e uno studio concept in due configurazioni diverse.
- Punti tecnici chiave: uso esteso del carbonio, layout open-space, doppi comandi, integrazione di sistemi elettrici e display multifunzione.
- Sostenibilità: installazioni fotovoltaiche integrate per aumentare l’autonomia e ridurre l’uso del generatore a motore.
- Target di mercato: armatori che cercano comfort per lunghe navigazioni senza rinunciare a prestazioni e facilità di manovra.
- Impatto industriale: rafforzamento del posizionamento italiano nella fascia medio-alta dei catamarani a vela.
Per il mercato nautico, la strategia di Comar indica una tendenza più ampia: i cantieri storici italiani puntano a prodotti che siano al tempo stesso piattaforme di vita a bordo e imbarcazioni capaci di performance elevate. Questo approccio porta con sé implicazioni pratiche per chi compra oggi: maggiore integrazione tecnologica, attenzione ai pesi e soluzioni pensate per l’autonomia e la gestione in equipaggi ridotti.
In sintesi, l’esposizione a La Grande Motte conferma come l’evoluzione dei catamarani moderni passi attraverso scelte costruttive mirate e una sempre più netta fusione fra comfort e performance, con il cantiere di Fiumicino che cerca oggi il suo spazio nel segmento superiore del mercato.











