Brennero: Baviera ferma i treni merci, corridoio ferroviario a rischio fino al 2050

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La Baviera ha fermato il piano tedesco per gli accessi ferroviari alla Galleria di base del Brennero, una scelta che sposta in avanti le scadenze e aumenta il rischio di strozzature sul corridoio merci europeo. Il rinvio apre una finestra di incertezza sui tempi di entrata in servizio e sulle possibilità di spostare traffico dalla strada alla ferrovia.

Il progetto presentato da Deutsche Bahn per una nuova linea ad alta capacità lunga circa 50 chilometri verso il nodo di Kufstein, al confine con l’Austria, non ha ottenuto il via libera dalla Giunta bavarese. Le autorità regionali hanno chiesto una serie di integrazioni progettuali — tra cui maggiori tratti in galleria e garanzie ambientali più stringenti, oltre alla valutazione di un possibile sottoattraversamento del fiume Inn nei pressi di Rosenheim — costringendo così il dossier a tornare al Bundestag per ulteriori esami.

Tempi che si allungano

Con il dossier riaperto, l’ipotesi di completare l’intero asse ferroviario nei prossimi anni perde consistenza: le stime di entrata in esercizio potrebbero spostarsi molto oltre il 2030 e, in alcuni scenari, fino al 2050. Questo slittamento compromette il pieno sfruttamento della galleria transfrontaliera, perché senza accessi adeguati il corridoio rischia di rimanere funzionale soltanto parzialmente.

Reazioni sul versante alpino

La decisione bavarese ha suscitato critiche in Austria e in alcune realtà italiane. In Tirolo, la scelta è stata letta come un atteggiamento attendista da parte del governo federale tedesco; il ministro dei Trasporti è stato richiamato a fornire risposte più tempestive e coordinate. In Alto Adige, la Confindustria Alto Adige ha espresso preoccupazione per le ricadute sul traffico merci e sull’economia locale: senza collegamenti di accesso efficienti, la possibilità di trasferire carichi dalla gomma alla rotaia diminuirebbe sensibilmente.

Il contrasto con gli altri paesi coinvolti è evidente: l’Austria vanta progressi nelle tratte lungo la valle dell’Inn e nei collegamenti di confine, mentre in Italia proseguono i lavori tra Fortezza e Ponte Gardena e per la circonvallazione ferroviaria di Trento.

  • Impatto sui tempi: possibili anni di ritardo nell’entrata in servizio dell’asse completo.
  • Bottiglia sul corridoio: rischio di congestione e di sottoutilizzo della galleria.
  • Costi crescenti: varianti progettuali e studi addizionali potrebbero aumentare la spesa complessiva.
  • Conseguenze economiche: minore trasferimento merci su ferro e maggior pressione sulle autostrade.
  • Pressione politica: più intensa necessità di coordinamento tra governi e operatori.

Quali saranno i passi successivi?

La richiesta bavarese di modifiche tecniche e ambientali apre una fase di confronto che potrebbe includere nuovi studi di impatto, integrazioni progettuali e negoziati tra Stato federale, Länder e vicini di frontiera. Sul piano pratico, è probabile che il progetto torni al Parlamento tedesco per decisionali di maggior dettaglio e che si comprendano solo allora i nuovi orizzonti temporali e finanziari.

Per il corridoio del Brennero la posta in gioco è concreta: se non si troverà un equilibrio rapido tra tutela del territorio, approvazioni locali e esigenze infrastrutturali, l’Europa rischia di perdere una delle sue direttrici chiave per la mobilità delle merci. Un risultato che avrebbe effetti diretti sui costi logistici, sulla competitività delle imprese e sulla qualità dell’ambiente lungo la rotta alpina.

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