Mostra sommario Nascondi sommario
Terna ha avviato l’installazione dei cavi sottomarini per il nuovo elettrodotto che collegherà la Sicilia alla Calabria: un intervento che può aumentare lo scambio di energia con il continente e facilitare l’integrazione delle rinnovabili nell’isola. Il progetto, realizzato con Prysmian, introduce soluzioni tecnologiche inedite per la rete nazionale e promette effetti concreti sulla capacità e sulla flessibilità del sistema elettrico.
Che cosa sta succedendo
Le operazioni per la posa dei cavi del collegamento denominato “Bolano-Annunziata” sono state avviate da Terna sotto la supervisione dell’amministratore delegato Pasqualino Monti. I cavi, prodotti e posati da Prysmian con la nave da posa Leonardo da Vinci, attraverseranno lo Stretto tra le coste di Reggio Calabria e Messina.
Barcolana 58: Arca SGR centra quattro vittorie e domina la regata
Cavi sottomarini Calabria-Sicilia: Terna avvia i lavori per potenziare la rete elettrica

Si tratta di un elettrodotto in corrente alternata a 380 kV, un intervento strategico per aumentare la connettività tra Sicilia e Continente e per migliorare la gestione delle reti davanti a una crescente presenza di fonti rinnovabili.
Dati tecnici essenziali
- Capacità di scambio: fino a 2.000 MW aggiuntivi tra l’isola e il continente.
- Tensione: 380 kV in corrente alternata.
- Isolamento: cavi in XLPE (polietilene reticolato estruso), prima applicazione di questo tipo sulla Rete di Trasmissione Nazionale per un collegamento sottomarino a questa tensione.
- Tratti sottomarini: tre cavi, ciascuno lungo circa 7,5 km; profondità massima di posa intorno ai 250 metri.
- Tempistica: il primo cavo è già stato posato, il secondo è in fase di completamento e il terzo è previsto per i primi giorni di novembre.
- Monitoraggio: sistema di controllo fornito da Prysmian e sviluppato nel centro di eccellenza di Palermo.

Perché conta ora
L’ampliamento della capacità di interscambio arriva in un momento in cui la rete italiana deve assorbire una quota sempre più alta di energia rinnovabile variabile. Un collegamento più robusto riduce i rischi di congestione, rende più agevole lo scambio tra produzioni locali e mercati nazionali e può contribuire a una maggiore sicurezza del servizio per consumatori e imprese in Sicilia.
In termini pratici, una capacità aggiuntiva fino a 2.000 MW significa più margine per trasferire energia nei periodi di eccesso produttivo (per esempio quando il fotovoltaico e l’eolico sono al massimo) e per importare energia quando la domanda locale supera l’offerta. Questo rende la rete più flessibile e resiliente.
Contesto e prospettive
Il nuovo collegamento si affianca agli elettrodotti già esistenti tra le due regioni, come “Sorgente‑Rizziconi” (entrato in servizio nel 2016) e “Bolano‑Paradiso” (realizzato negli anni Ottanta). Aggiungere capacità e modernità tecnologica significa rinforzare la maglia di trasporto elettrico nel Sud Italia e consentire una gestione più efficiente dei flussi energetici.
Dal punto di vista industriale, l’impiego di cavi in XLPE e il monitoraggio avanzato rappresentano un passo avanti nelle soluzioni adottate per interventi sottomarini ad alta tensione, con possibili ripercussioni sulle future progettazioni della rete nazionale.
Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni con la posa dell’ultimo tracciato: il completamento è atteso entro i primi giorni di novembre, quando sarà possibile valutare l’impatto operativo complessivo sull’interscambio Sicilia‑Continente.











