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La 58ª edizione della Barcolana ha riconsegnato al Golfo di Trieste la sua grande festa della vela: a imporsi è stato ancora una volta il maxi Arca SGR, che porta a casa la Coppa d’Autunno per la quarta volta consecutiva. Il risultato non è solo sportivo: rafforza la centralità di Trieste nel calendario velico internazionale e produce effetti tangibili sul turismo e sull’economia locale.
Arca SGR: quarto trionfo e qualche tensione in avvio
Alle Rive l’equipaggio del Fast and Furio Sailing Team, guidato da Furio Benussi, ha tagliato il traguardo in 1 ora, 5 minuti e 9 secondi, confermando una serie di successi che ormai definisce il progetto sportivo del team. La vittoria, però, non è stata priva di complicazioni: nelle fasi iniziali la barca ha accusato un guasto ai sistemi di bordo che ha momentaneamente rallentato la navigazione, poi risolto grazie all’intervento dell’equipaggio.

Per Benussi, alla cinquantesima partecipazione alla Barcolana, il risultato ha avuto anche un valore personale. A bordo erano presenti membri della famiglia; un’altra componente familiare, Marta Benussi, ha invece condotto la propria imbarcazione fino al podio, sottolineando una trama di continuità generazionale nello sport.
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Barcolana 58: Arca SGR centra quattro vittorie e domina la regata
Il podio e la lotta sul campo di regata
La sfida sul Golfo si è risolta con poche decine di minuti tra le prime barche: al secondo posto si è piazzato il Prosecco DOC Shockwave 3 con Mitja Kosmina al timone, mentre il terzo gradino è andato a Marta 07, condotta da Marta Benussi, protagoniste di una prova che ha unito esperienza e freschezza.
- Vincitore: Arca SGR (Fast and Furio Sailing Team) — 1:05:09
- Secondo: Prosecco DOC Shockwave 3 (Mitja Kosmina)
- Terzo: Marta 07 (Marta Benussi)
- Iscritti: 1.858 imbarcazioni
- Data recupero: regata del 10 ottobre ripianificata per condizioni meteo
Partecipazione e numeri: una Barcolana ancora grande
Alla chiamata del 2026 hanno risposto 1.858 barche, un numero leggermente inferiore al record recente ma comunque significativo per la capacità di richiamare equipaggi professionisti e appassionati amatoriali. La Barcolana resta un evento ibrido: alto profilo agonistico e partecipazione popolare convivono in mare aperto, con imbarcazioni di dimensioni e prestazioni molto diverse che si contendono lo stesso percorso.
Questo mix rende la regata unica e richiede strategie tattiche differenti rispetto alle regate tradizionali: non basta andare veloce, bisogna saper leggere la flotta e le condizioni locali.
La città e l’indotto: cosa cambia per Trieste
La manifestazione trasforma il volto urbano della città: il Villaggio Barcolana, le banchine del Bacino di San Giusto e piazza Unità d’Italia diventano palcoscenico per migliaia di visitatori. Strutture ricettive, ristorazione e servizi legati alla nautica beneficiano di un’affluenza che va oltre il singolo weekend di regata.

Per quantificare l’impatto economico servirebbero dati dettagliati su presenze e spesa media, ma l’elevata partecipazione e la copertura mediatica confermano il valore promozionale dell’evento per il territorio e per il turismo sportivo.
Inclusione e futuro della vela
Accanto alla prova principale, la Barcolana ospita iniziative nate per ampliare la base di praticanti e favorire la presenza femminile nella disciplina. Tra queste, il progetto Women in Sailing by Generali che ha valorizzato competizioni e percorsi formativi: la regata del 10 ottobre, recuperata dopo il rinvio meteorologico, è stata vinta da Michela Stefani, seguita da Jamila Cerdeira e Ivica Kostelic.
Programmi come questo evidenziano la spinta verso una vela più inclusiva, con ricadute sulla formazione e sulla composizione degli equipaggi nelle prossime stagioni.
Radici storiche: dalla prima edizione a oggi
La Barcolana nacque nel 1969 con appena 51 imbarcazioni; da allora la crescita è stata netta, fino al picco di 2.689 iscritti registrato nel 2018. L’edizione 2026 non segna un nuovo record numerico, ma dimostra la resilienza di una formula capace di adattarsi ai cambiamenti nelle pratiche sportive, ai costi di gestione delle barche e alle nuove modalità di fruizione del tempo libero.
La forza dell’evento risiede nella sua doppia natura: competizione di alto livello che mantiene al contempo una forte dimensione popolare e radicamento territoriale.
Il bilancio sportivo e sociale dell’edizione 58 lascia a Trieste non solo un vincitore da celebrare, ma anche un’occasione rinnovata per mettere al centro il rapporto tra città e mare.











