GreenMed cavo adriatico: iniziano sopralluoghi e cantieri per il collegamento sottomarino

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È partita la prima ricognizione dei fondali per il cavo sottomarino GreenMed, destinato a diventare il primo sistema che percorre l’intera lunghezza dell’Adriatico. Il progetto, guidato da Sparkle insieme ad Alcatel Submarine Networks ed Elettra Tlc, mira a creare un nuovo corridoio di connettività tra il Mediterraneo orientale e l’area digitale italiana, con effetti concreti su resilienza e latenza delle reti europee.

I rilievi preliminari servono a definire il tracciato e le modalità di posa del cavo, che collegherà la costa italiana con il Mediterraneo orientale. La rotta prevista va da Chioggia fino alla Turchia, con approdi lungo la costa balcanica, in Sicilia e a Creta, e sarà realizzata con tecnologie fornite da Alcatel e installate da Elettra Tlc.

Perché è rilevante ora

GreenMed vuole ridurre la dipendenza dalle rotte che attraversano il Tirreno e arrivano ai principali hub di Marsiglia e Genova via Suez, sfruttando invece un percorso longitudinale che attraversa l’Adriatico. Questa scelta ha ripercussioni pratiche: offre un’alternativa in caso di guasti o congestioni sulle rotte tradizionali e può abbassare la latenza per servizi cloud e fornitori di contenuti che servono l’Europa centrale e orientale.

La configurazione del fondale è un fattore chiave: a differenza del Tirreno, dove i fondali più profondi riducono la necessità di interramento, l’Adriatico richiede spesso un posizionamento più protetto per evitare danni da ancore e reti da pesca. Questo influisce su costi e tecniche d’installazione.

Specifiche tecniche e tempistiche

Sparkle descrive il progetto come un’infrastruttura ad alta capacità, pensata per collegare direttamente il Mediterraneo orientale con il “bacino digitale” di Milano. Secondo i dati aziendali, il sistema avrà una lunghezza complessiva di 3.400 chilometri e metterà a disposizione 24 coppie di fibre con capacità aggregate molto elevate (indicata dall’operatore come fino a 18 terabyte al secondo per l’intero sistema). I primi segmenti dovrebbero entrare in esercizio entro la fine del 2028.

  • Nome: GreenMed
  • Tratta principale: Chioggia-Turchia con toccate in Balcani, Sicilia e Creta
  • Lunghezza: 3.400 chilometri
  • Capacità: 24 coppie di fibre (capienza complessiva indicata fino a 18 TB/s)
  • Operatori coinvolti: Sparkle, Alcatel Submarine Networks, Elettra Tlc
  • Entrata in servizio: primi segmenti entro fine 2028
  • Investimento stimato: alcune centinaia di milioni

Il progetto riprende esperienze pregresse di Sparkle, come il sistema BlueMed nel Tirreno, e adotta il modello del cosiddetto “cavo aperto”: ogni utilizzatore di una coppia di fibre potrà decidere il fornitore e l’architettura per l’illuminazione ottica, nel rispetto dei requisiti tecnici della rete.

Dal punto di vista economico e strategico, GreenMed punta a rafforzare il ruolo dell’Italia come nodo internazionale di interconnessione, offrendo percorsi alternativi che aumentano la capacità e la resilienza complessiva del traffico dati tra Europa, Balcani e Medioriente.

Impatto operativo e possibili criticità

Per operatori di rete, provider cloud e piattaforme di contenuti la nuova rotta può tradursi in minore latenza e maggiore ridondanza, condizioni utili per applicazioni sensibili al ritardo e per il traffico commerciale tra Est e Ovest del Mediterraneo.

Tuttavia, il tracciato lungo l’Adriatico comporta sfide tecniche e ambientali: il posizionamento protetto dei cavi richiede lavori di interramento che aumentano i costi e impongono valutazioni ambientali e autorizzative complesse. Inoltre la geografia politica del Mediterraneo orientale richiederà coordinamento multilaterale per le toccate lungo coste diverse.

Nel complesso, se realizzato nei tempi annunciati, GreenMed potrebbe diventare un tassello importante per la sicurezza delle reti europee e per l’ulteriore integrazione degli ecosistemi digitali del Mediterraneo.

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