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La concorrenza di produttori cinesi e statunitensi sta cambiando i rapporti di forza nel mercato europeo dei camion elettrici: se le case europee non accelerano la trasformazione tecnologica potrebbero perdere quote significative entro il 2030. Lo spostamento riguarda costi, autonomia e soprattutto la capacità di rispondere rapidamente alla domanda crescente.
Un rapporto di Transport & Environment (T&E) mette in luce come nuovi attori — da BYD a Tesla fino a marchi cinesi meno noti — propongano mezzi con prestazioni ormai paragonabili a quelle dei produttori tradizionali, ma a prezzi sensibilmente più bassi. Per gli operatori logistici la differenza economica è già tangibile e potrebbe tradursi in risparmi operativi concreti nel medio termine.
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Cifre chiave e trend recenti
Nel 2025 i veicoli pesanti a zero emissioni hanno rappresentato il 5,6% delle vendite in Europa, valore che riflette un raddoppio rispetto all’anno precedente. Alcuni mercati guidano la trasformazione: in Svezia la quota ha raggiunto il 18%, mentre nei Paesi Bassi si è superato il 15%.

Secondo l’analisi T&E, i nuovi concorrenti potrebbero vendere fino a 20.100 camion elettrici in Europa entro il 2030, conquistando tra il 24% e il 31% delle nuove immatricolazioni elettriche pesanti.
Il vantaggio economico dei nuovi entranti
I dati sui prezzi spiegano parte del potenziale impatto: un camion elettrico prodotto da un costruttore europeo costa in media circa 265.000 euro, mentre alcuni modelli importati, come il Windrose E700 pensato per il mercato europeo, sono offerti intorno ai 198.000 euro.
Per un impresa di trasporti tedesca questa differenza può significare un risparmio fino a 43.000 euro nei primi cinque anni di utilizzo, cifra che pesa sul calcolo del TCO (total cost of ownership) e influenza le scelte d’acquisto.
Un ostacolo strutturale: le ricariche per i mezzi pesanti
Nonostante il potenziale commerciale dei nuovi marchi, l’espansione resta frenata da un problema infrastrutturale. La rete di ricarica per mezzi pesanti lungo le autostrade europee TEN‑T copre oggi solo il 16% del territorio, una limitazione che rallenta l’adozione su larga scala.

La carenza di colonnine adatte ai camion pesanti crea incertezza tra gli operatori e richiede investimenti coordinati tra Stati, gestori delle reti e industrie del settore.
Implicazioni per l’industria europea
I produttori storici si trovano davanti a una scelta strategica: aumentare la velocità di introduzione di modelli più economici ed efficienti, ridurre i costi di produzione o puntare su servizi a valore aggiunto. In assenza di risposte rapide, la pressione competitiva potrebbe tradursi in una perdita di quote di mercato, delocalizzazioni o esigenze di ristrutturazione della filiera.
- 2025: e-truck al 5,6% delle vendite in Europa (raddoppio annuale).
- Paesi guida: Svezia 18%, Paesi Bassi >15%.
- Prezzi medi: camion europeo ~265.000 €, Windrose E700 ~198.000 €.
- Risparmio stimato: fino a 43.000 € in 5 anni per operatore tedesco.
- Proiezione 2030: nuovi entranti 20.100 e-truck, 24–31% del mercato elettrico pesante.
- Infrastrutture: ricarica mezzi pesanti copre solo il 16% della rete TEN‑T.
La partita non è ancora chiusa: politiche pubbliche, investimenti nelle infrastrutture e capacità industriale di ridurre costi e aumentare volumi determineranno chi dominerà il mercato europeo dei camion elettrici nei prossimi anni. Per ora, però, il messaggio è chiaro: il tempo per adattarsi è limitato e le scelte fatte oggi avranno conseguenze dirette sui clienti, sull’occupazione e sulla competitività del settore.











