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Questa mattina decine di studenti dell’Istituto Superiore Ugo Mursia di Carini hanno occupato l’ingresso del liceo scientifico per protestare contro condizioni che definiscono inaccettabili: presenza di roditori e classi sovraffollate che avrebbero fatto sparire laboratori e palestra. La mobilitazione solleva questioni immediate di salute, sicurezza e qualità dell’offerta formativa per centinaia di ragazzi del territorio.
Gli studenti raccontano una quotidianità segnata dalla convivenza con i topi e dall’impossibilità di seguire attività pratiche perché spazi fondamentali sono stati trasformati in aule per far posto a tutte le iscrizioni.
Secondo quanto riferito dai ragazzi, nella sede dello Scientifico sono stati ricavati ambienti didattici al posto della palestra e dei laboratori: una soluzione d’emergenza che, dicono, ha tolto loro il diritto a svolgere attività pratiche e sportive in orario scolastico.
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La riorganizzazione degli intervalli è un altro punto di tensione: il tradizionale intervallo unico di venti minuti sarebbe stato eliminato, sostituito da due pause di dieci minuti da svolgere obbligatoriamente in classe, senza accesso agli spazi esterni. Gli studenti descrivono la situazione come “una permanenza forzata in aule affollate per ore”, con possibili ricadute sul benessere e sull’apprendimento.
Intervento del Comune e richieste ufficiali
Il sindaco di Carini, Rosa Covello, ha ricevuto oggi una delegazione di studenti e il dirigente scolastico. In un colloquio pubblico il primo cittadino ha detto di aver portato le rivendicazioni degli studenti all’attenzione del preside, definendo la questione «parte delle competenze comunali» e annunciando l’impegno dell’ente a intervenire, anche chiedendo l’aiuto della Città Metropolitana per azioni di bonifica e controlli.

Covello ha precisato che la decisione di modificare la ricreazione è stata adottata dalla dirigenza «per motivi di sicurezza e responsabilità» e che al momento non ci sono margini immediati per ripristinare gli spazi esterni come area di pausa, senza però escludere future verifiche tecniche e interventi igienico-sanitari.
Perché conta ora
La protesta mette in luce problemi che vanno oltre il singolo istituto: scuole sovraffollate, carenze strutturali e rischi igienico-sanitari hanno effetti concreti su studio, sport e salute degli studenti. Con l’avvio di un nuovo anno scolastico e il ritorno alle attività in presenza, le amministrazioni locali e gli enti sovracomunali affrontano un nodo pratico: come garantire sicurezza e spazi adeguati senza interrompere l’attività didattica.
- Problemi denunciati: presenza di roditori, sovraffollamento, perdita di laboratori e palestra, riduzione degli spazi all’aperto per le pause.
- Richieste degli studenti: interventi di pulizia e disinfestazione, ripristino di spazi per attività pratiche e sportive, revisione dell’organizzazione delle pause.
- Azioni annunciate: incontro con il sindaco, segnalazione alla Città Metropolitana, possibili verifiche igienico-sanitarie e valutazioni strutturali.
Dal punto di vista operativo, le opzioni sul tavolo vanno da interventi di derattizzazione e miglioramento dell’igiene a soluzioni più strutturali come trovare spazi alternativi per alcune classi o pianificare lavori di adeguamento.
La vicenda seguirà ora una fase amministrativa: la scuola, il Comune e la Città Metropolitana sono chiamati a coordinarsi per valutare urgenza e priorità degli interventi. Gli studenti hanno annunciato che manterranno alta la pressione pubblica fino a ottenere risposte concrete.











