Un nuovo studio presentato a Roma indica che trasporti e logistica generano un impatto economico ben oltre le statistiche ufficiali: il valore aggiunto complessivo della filiera raggiunge i 341 miliardi di euro, pari a circa il 19% del Pil. Il dato, se confermato nelle analisi di policy, cambia il quadro sulle priorità industriali del paese perché coinvolge occupazione, manifattura e capacità competitiva sul mercato globale.
La ricerca, curata da Federtrasporto insieme al Centro Studi di Confindustria e illustrata in occasione dell’assemblea annuale, amplia il perimetro rispetto ai numeri tradizionali. Considerando effetti diretti, indiretti e indotti, il contributo della filiera supera nettamente gli 86 miliardi indicati dalle serie ufficiali.

Nel dettaglio, lo studio distingue più livelli di impatto: il sistema industriale ampliato arriva a circa 184 miliardi, mentre l’effetto complessivo sull’intera filiera culmina nei già citati 341 miliardi. Un aspetto rilevante è il peso della logistica: con circa 202 miliardi incide per il 59% del totale.
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- Valore aggiunto totale: 341 miliardi di euro (≈ 19% del Pil)
- Sistema industriale ampliato: 184 miliardi
- Valore registrato dalle statistiche ufficiali: 86 miliardi
- Contributo della logistica: 202 miliardi (59% dell’impatto totale)
- Occupazione attivata: 4,67 milioni di posti di lavoro equivalenti a tempo pieno (≈ 19,5% dell’occupazione nazionale)
Oltre ai numeri, lo studio sottolinea implicazioni pratiche e politiche. Secondo gli autori, trasporti e logistica non sono funzioni accessorie: vanno integrate nelle scelte di politica industriale attraverso programmazione pluriennale, investimenti mirati e certezze normative che favoriscano gli operatori e la resilienza delle catene di approvvigionamento.
Il presidente di Federtrasporto, Paolo Colombo, ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico della mobilità — sia delle merci sia delle persone — e sulla necessità di rafforzare il controllo lungo tutta la filiera per preservare valore aggiunto e competenze aziendali. Gestire la logistica solo come costo esterno, è stato osservato, equivale a rinunciare a opportunità di crescita per le imprese italiane.
Le ricadute pratiche per cittadini e imprese sono concrete: un sistema logistico più efficiente può ridurre tempi e costi di consegna, migliorare la competitività delle esportazioni e sostenere la transizione verso catene di fornitura più sostenibili e resilienti. Al contrario, l’assenza di programmazione rischia di accentuare strozzature infrastrutturali e perdita di know‑how.

Il rapporto completo contiene ulteriori dettagli metodologici e dati settoriali che possono orientare le decisioni di governo e investitori. In un momento in cui le scelte infrastrutturali e di regolazione sono all’ordine del giorno, questi numeri offrono un elemento di valutazione che rende urgente ripensare il ruolo della logistica nel disegno industriale nazionale.











