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La tratta Finale Ligure–Andora, gli ultimi 35 chilometri ancora a binario unico sul grande corridoio Mediterraneo europeo, è diventata nelle ultime ore un dossier prioritario per Bruxelles: la visita a Genova del coordinatore europeo Mathieu Grosch ha rilanciato la proposta di raddoppio e aperto la possibilità di un contributo comunitario. La posta in gioco è immediata: velocità, capacità di transito e resilienza geopolitica della rete ferroviaria che collega la Penisola al resto d’Europa.
Il nodo è semplice e cruciale: senza l’eliminazione del tratto a binario singolo il corridoio rischia di restare una limitazione strutturale per merci e passeggeri lungo la direttrice che collega la Spagna al confine orientale dell’Ucraina. Grosch, dopo aver visitato il porto di Genova e il cantiere della nuova diga foranea, ha sottolineato come la Commissione e il Parlamento europeo considerino questa sezione meritevole di attenzione prioritaria.
Perché conta adesso: l’agenda finanziaria europea è in fase di definizione e la decisione che potrebbe arrivare già a novembre apre la strada a un possibile cofinanziamento al 50%. In un contesto che lega infrastrutture, sicurezza e transizione climatica, accelerare il progetto assumerebbe rilevanza strategica oltre i confini nazionali.
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Il progetto in sintesi
Si tratta di 35 km da trasformare in percorso a doppio binario, con circa 25 km da realizzare in galleria. La stima dei costi si aggira sui 2,7 miliardi di euro; l’obiettivo delle istituzioni regionali e nazionali è avviare i cantieri nel primo quadrimestre del 2027 e completare l’opera entro il 2035.

- Estensione: 35 km (tratta Finale Ligure–Andora)
- Gallerie: circa 25 km
- Stima costi: ~2,7 miliardi di euro
- Cofinanziamento UE: possibile al 50% se confermata la priorità a novembre
- Tempistica prevista: inizio lavori 1° quadrimestre 2027 — completamento entro 2035
- Stato autorizzativo: VIA e Conferenza di Servizi attese entro fine anno
Dal punto di vista operativo, il Ministero delle Infrastrutture, la Regione Liguria e il partner francese propongono un modus operandi simile a quello usato per le tratte di accesso al progetto Torino–Lione: un gruppo di lavoro condiviso per inserire la Genova–Ventimiglia nelle priorità europee e sbloccare fondi strutturali.
La collocazione geografica impedisce di considerare l’intervento solo come una scelta locale. Grosch ha evidenziato la dimensione geopolitica: la direttrice attraversa più Stati e arriva fino al confine ucraino, rendendo il raddoppio non solo utile per l’economia ma anche per la pianificazione strategica e la mobilità dei trasporti in scenari di crisi.
Impatti attesi
Il potenziamento della linea avrà ricadute concrete su più fronti: aumento della capacità di transito merci, riduzione dei tempi per i passeggeri, decongestionamento della rete e maggiore integrazione tra il porto di Genova e i corridoi europei principali. La nuova diga foranea del porto, osservata da Grosch, richiede corridoi terrestri altrettanto efficienti per tradurre l’ampliamento della banchina in crescita dei traffici.

Un passaggio tecnico non secondario riguarda il clima: nella progettazione dei corridoi si dovranno inserire soluzioni in grado di far fronte a eventi estremi e ai mutamenti climatici, tema sul quale Bruxelles pone crescente attenzione.
Stato dei lavori e altri cantieri collegati
Sul fronte nazionale, il Terzo Valico dei Giovi avanza a ritmo sostenuto: le escavazioni sono ormai al 97,3%. La tabella di marcia prevede il completamento degli scavi entro la primavera del 2027, seguito da circa un anno di attrezzaggio e posa dei sistemi elettrici e dei binari. L’obiettivo dichiarato è l’apertura entro il 2028.
Se realizzati nei tempi prospettati, Terzo Valico e raddoppio Finale Ligure–Andora costituirebbero insieme un significativo innalzamento della capacità infrastrutturale del Nord-Ovest, con effetti diretti su logistica, porto e mobilità regionale.
Resta da seguire ora il calendario decisionale europeo: la prossima riunione di novembre potrebbe trasformare le dichiarazioni in impegni finanziari concreti. Per cittadini, imprese e operatori logistici la posta in gioco è alta e il conto alla rovescia è iniziato.
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