Quasi tre anni dopo il sequestro della car carrier Galaxy Leader, il traffico commerciale attraverso il canale di Suez mostra segnali concreti di ripresa: nell’ultimo mese quasi la metà dei servizi fra Far East ed Europa ha ripreso la rotta tradizionale, con effetti immediati sulle capacità e sugli itinerari delle principali compagnie marittime.
Analisi di mercato aggiornate a metà ottobre indicano che, su 46 servizi attivi tra Asia ed Europa considerati, 24 hanno effettuato transiti via Suez nel periodo 15 settembre–15 ottobre. Il dato riflette un ritorno graduale ma costante alle rotte che erano state evitate dopo l’escalation di attacchi nel Mar Rosso.
I numeri si traducono anche in quote di capacità: per la direttrice Far East–Mediterraneo il 70% del tonnellaggio viaggia ancora attraverso il canale, mentre per il collegamento Far East–Nord Europa la percentuale scende al 58%, rimanendo comunque maggioritaria.
Rina cambia guida: Paolo Moretti nuovo adHhla abbassa ancora le previsioni sugli utili 2026: secondo taglio in 3 mesiKkr incassa 2,9 mld vendendo Infinity ad Ares: carri ferroviari diventano asset strategiciMaersk rafforza la rete: acquisiti da Mitsui i sette terminal Portek
Suez riprende il 63% del traffico container Asia-Europa: consegne più veloci?

In termini di spazio container, le navi che transitano per Suez dispongono di circa 5,5 milioni di TEU, pari al 63% dei 8,7 milioni di TEU allocati complessivamente sul traffico Far East–Europa, secondo i dati di Alphaliner.
Le compagnie continuano però a riaprire i transiti in modo selettivo: il ritorno è prevalente per i movimenti in westbound e avviene con cautela, condizionato dalle valutazioni sul rischio e dalle priorità commerciali.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Servizi attivi (Far East–Europa) valutati | 46 |
| Servizi che hanno transitato via Suez (15/9–15/10) | 24 |
| Quota tonnellaggio Far East–Mediterraneo via Suez | 70% |
| Quota tonnellaggio Far East–Nord Europa via Suez | 58% |
| Capacità impiegata sulle rotte via Suez | 5,5 milioni TEU (63% del totale) |
Risultato: porte, terminal e catene di approvvigionamento in Europa potrebbero vedere una riduzione delle deviazioni oceaniche e dei tempi di percorrenza per alcune merci, soprattutto verso il Mediterraneo. Al tempo stesso, la ripresa parziale non elimina i rischi residui che ancora influiscono su assicurazioni, costi operativi e programmazione logistica.

- Ripresa selettiva: i carrier privilegiano transiti westbound e aumentano i passaggi con cautela.
- Impatto sulla capacità: la maggioranza dei TEU del trade Far East–Europa è oggi instradata tramite Suez.
- Conseguenze operative: potenziali minori deviazioni via Capo di Buona Speranza, ma con incertezza legata alla sicurezza regionale.
Gli sviluppi delle prossime settimane saranno determinanti: se la tendenza al ritorno continuerà, si potranno osservare effetti misurabili sui tempi di consegna e sui costi di trasporto. Analisti e operatori rimangono attenti a eventuali nuove tensioni nel Mar Rosso, che potrebbero invertire la tendenza o rallentarne la progressione.











