Suez riprende il 63% del traffico container Asia-Europa: consegne più veloci?

Quasi tre anni dopo il sequestro della car carrier Galaxy Leader, il traffico commerciale attraverso il canale di Suez mostra segnali concreti di ripresa: nell’ultimo mese quasi la metà dei servizi fra Far East ed Europa ha ripreso la rotta tradizionale, con effetti immediati sulle capacità e sugli itinerari delle principali compagnie marittime.

Analisi di mercato aggiornate a metà ottobre indicano che, su 46 servizi attivi tra Asia ed Europa considerati, 24 hanno effettuato transiti via Suez nel periodo 15 settembre–15 ottobre. Il dato riflette un ritorno graduale ma costante alle rotte che erano state evitate dopo l’escalation di attacchi nel Mar Rosso.

I numeri si traducono anche in quote di capacità: per la direttrice Far East–Mediterraneo il 70% del tonnellaggio viaggia ancora attraverso il canale, mentre per il collegamento Far East–Nord Europa la percentuale scende al 58%, rimanendo comunque maggioritaria.

Portacontainer che transita nel canale di Suez visto da lontano
Un portacontainer attraversa il canale: buona parte della capacità Far East–Mediterraneo passa ancora per Suez.

In termini di spazio container, le navi che transitano per Suez dispongono di circa 5,5 milioni di TEU, pari al 63% dei 8,7 milioni di TEU allocati complessivamente sul traffico Far East–Europa, secondo i dati di Alphaliner.

Le compagnie continuano però a riaprire i transiti in modo selettivo: il ritorno è prevalente per i movimenti in westbound e avviene con cautela, condizionato dalle valutazioni sul rischio e dalle priorità commerciali.

Voce Valore
Servizi attivi (Far East–Europa) valutati 46
Servizi che hanno transitato via Suez (15/9–15/10) 24
Quota tonnellaggio Far East–Mediterraneo via Suez 70%
Quota tonnellaggio Far East–Nord Europa via Suez 58%
Capacità impiegata sulle rotte via Suez 5,5 milioni TEU (63% del totale)

Risultato: porte, terminal e catene di approvvigionamento in Europa potrebbero vedere una riduzione delle deviazioni oceaniche e dei tempi di percorrenza per alcune merci, soprattutto verso il Mediterraneo. Al tempo stesso, la ripresa parziale non elimina i rischi residui che ancora influiscono su assicurazioni, costi operativi e programmazione logistica.

Terminal portuale europeo con gru e container in movimentazione
Terminal europei potrebbero vedere meno deviazioni oceaniche e miglioramenti nei tempi di consegna.

  • Ripresa selettiva: i carrier privilegiano transiti westbound e aumentano i passaggi con cautela.
  • Impatto sulla capacità: la maggioranza dei TEU del trade Far East–Europa è oggi instradata tramite Suez.
  • Conseguenze operative: potenziali minori deviazioni via Capo di Buona Speranza, ma con incertezza legata alla sicurezza regionale.

Gli sviluppi delle prossime settimane saranno determinanti: se la tendenza al ritorno continuerà, si potranno osservare effetti misurabili sui tempi di consegna e sui costi di trasporto. Analisti e operatori rimangono attenti a eventuali nuove tensioni nel Mar Rosso, che potrebbero invertire la tendenza o rallentarne la progressione.

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