Maersk e Hapag-Lloyd hanno annunciato il ripristino del servizio Ae15 lungo la rotta che attraversa il Canale di Suez, una mossa che potrebbe segnare il primo passo verso un ritorno stabile delle navi nel Mar Rosso entro la fine dell’anno. La decisione arriva in un momento di grande incertezza per i trasporti marittimi e ha impatti concreti sui costi di spedizione e sulla logistica globale.
Le due compagnie, partner nell’alleanza container Gemini, hanno reso noto oggi che la rotazione del collegamento tornerà a includere scali in Asia, Mediterraneo ed Europa: Qingdao – Kwangyang – Ningbo – Tanjung Pelepas – Port Said – Damietta – Colombo – Singapore. L’operazione sarà avviata progressivamente e sottostà a continue verifiche sulle condizioni di sicurezza nella regione.
Nel comunicato Maersk ha precisato che il ritorno sulla rotta Suez dipenderà dall’andamento della situazione nel Mar Rosso e che, in caso di peggioramento, rimangono pronti piani alternativi per ripiegare nuovamente lungo il Capo di Buona Speranza. La compagnia seguirà da vicino gli sviluppi e adotterà misure in funzione dei rischi sul campo.
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La notizia ha avuto ripercussioni immediate sui mercati: secondo quanto riportato da Reuters, le azioni di Hapag-Lloyd e Maersk hanno registrato ribassi significativi subito dopo l’annuncio, segnalando un possibile effetto sul sentiment legato alle tariffe di nolo, attualmente in salita.
Un punto di vista dall’analisi finanziaria suggerisce che il ripristino della rotta via Suez non è neutro per i prezzi. Haider Anjum di Jyske Bank ha definito l’operazione «il primo passo» verso un ritorno pieno nel Mar Rosso entro fine anno e ha avvertito che, con l’arrivo di nuove navi atteso tra il 2027 e il 2028, la pressione al ribasso sui noli potrebbe intensificarsi, riducendo i margini delle compagnie di navigazione.
- Rotazione Ae15: Qingdao – Kwangyang – Ningbo – Tanjung Pelepas – Port Said – Damietta – Colombo – Singapore.
- Fattore sicurezza: il rientro è condizionato alla stabilità nel Mar Rosso; piani di emergenza prevedono la circumnavigazione dell’Africa.
- Impatto sui noli: possibile riduzione delle tariffe se il traffico riprenderà regolarmente e se la capacità aumenterà nei prossimi anni.
- Mercati: reazioni azionarie immediate indicano preoccupazione per i ricavi delle compagnie.
Il contesto è legato agli attacchi lanciati dagli Houthi a partire dalla fine del 2023 nello Stretto di Bab el-Mandeb, che indussero molte navi a deviare verso rotte più lunghe attorno al Sudafrica. Da allora sono state numerose le prove e i ripensamenti da parte degli operatori per bilanciare rischi operativi e costi aggiuntivi.
Nei mesi scorsi Maersk aveva già tentato ripristini parziali su diverse linee, tra cui servizi diretti per il Nord America, ma in più di un’occasione le manovre sono state sospese a seguito di nuovi focolai di tensione nella regione. La scelta odierna riflette quindi un approccio prudente: riprendere gradualmente il transito via Suez, mantenendo al tempo stesso risposte pronte per uno slittamento della rotta.
Per chi segue logistica e supply chain, le variabili da monitorare restano: evoluzione della sicurezza nel Mar Rosso, ritmi di consegna delle nuove navi, e la risposta della domanda globale. Se la stabilità dovesse consolidarsi, potrebbero diminuire i costi di trasporto e accelerare il ritorno alla normalità nelle catene di approvvigionamento; in caso contrario, i ritardi e i rincari rimarrebbero sul tavolo.
Le prossime settimane saranno cruciali: operatori marittimi, spedizionieri e clienti finali guarderanno all’andamento degli eventi nella regione per valutare se il ritorno via Suez sarà sostenibile o se la lunga rotta intorno al Capo di Buona Speranza tornerà a essere la scelta prevalente.











