Direttore sanitario Asp Trapani: nomina annullata dopo ricorso

Nelle ultime ore il giudice del lavoro di Trapani ha annullato la nomina a direttore sanitario dell’ASP di Trapani, decisione che apre una fase di incertezza sulla governance dell’azienda sanitaria dopo lo scandalo dei ritardi nelle refertazioni istologiche. La sentenza accoglie il ricorso del primario di Medicina dell’ospedale di Marsala e pone questioni pratiche e giuridiche immediate per la gestione locale della sanità.

Con provvedimento giudiziario il tribunale ha ritenuto illegittima la designazione di Danilo Greco al vertice sanitario provinciale, contestando la procedura che aveva portato alla sua nomina. La decisione arriva dopo anni di tensione amministrativa e dopo le polemiche legate ai notevoli ritardi nei referti istologici.

Aula di tribunale con banchi e simboli della giustizia amministrativa
La sentenza del giudice del lavoro ha ritenuto illegittima la procedura di nomina

Il ricorso era stato presentato da Cristiano Raimondo, primario di Medicina dell’ospedale Paolo Borsellino di Marsala; è stato assistito dall’avvocato Stefano Pellegrino. In tribunale la parte ricorrente ha sostenuto profili di illegittimità formale nella nomina, che il giudice ha ritenuto fondati.

Dal punto di vista operativo, la sentenza non comporta automaticamente il subentro del primario marsalese: la normativa regionale prevede infatti che le nomine debbano attingere a specifici elenchi e graduatorie. Questo vincolo amministrativo determina una procedura separata rispetto all’esito del contenzioso.

La commissaria straordinaria dell’ASP di Trapani, Sabrina Pulvirenti, ha dichiarato che l’azienda «sta provvedendo a prendere formalmente atto della pronuncia»; al momento non sono state annunciate sostituzioni immediate né provvedimenti d’urgenza per la direzione sanitaria.

  • Quali sono i passaggi immediati: verifica degli atti amministrativi e comunicazione formale della sentenza all’ente regionale.
  • Conseguenze organizzative: eventuale attivazione dell’elenco regionale per individuare un nuovo direttore sanitario provvisorio o stabile.
  • Possibili sviluppi giudiziari: la parte soccombente può valutare il ricorso in appello davanti alla Corte d’appello competente.

Il contesto rimane sensibile: la gestione delle refertazioni istologiche aveva già portato alle dimissioni, il 21 maggio 2025, dell’allora direttore generale Ferdinando Croce e a una sospensione disposta dalla Regione. La decisione del giudice del lavoro aggiunge un nuovo capitolo che potrebbe influire su controlli, procedure interne e rapporti con l’assessorato regionale alla Salute.

Cartelle cliniche e referti medici in un archivio ospedaliero
I ritardi nelle refertazioni istologiche avevano già causato crisi di governance

Per il personale e per gli utenti ospedalieri la questione è rilevante sul piano pratico: instabilità ai vertici può rallentare processi decisionali e interventi organizzativi necessari a risolvere i problemi emersi in passato. Le autorità sanitarie regionali e l’ASP dovranno ora coordinare la fase amministrativa e valutare eventuali ricadute sui servizi.

Da qui alle prossime settimane il dossier seguirà due fili paralleli: quello amministrativo, per la nomina provvisoria o il reinserimento nei ruoli tramite l’elenco regionale, e quello giudiziario, con possibilità di impugnazioni. Osservatori locali e operatori sanitari resteranno in attesa di chiarimenti operativi che riportino stabilità alla guida dell’ASP.

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