Mostra sommario Nascondi sommario
La procura di Termini Imerese ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Simona Scinà, la giovane pallavolista trovata senza vita in una piscina di Bagheria la notte tra l’1 e il 2 agosto 2025 durante una festa di laurea. La richiesta, depositata in queste ore, segna un passo decisivo nella vicenda e sposta l’attenzione sul prossimo passaggio giudiziario: il Gup dovrà ora decidere se accoglierla.
Secondo il pubblico ministero, i rilievi effettuati escluderebbero responsabilità di terzi: non sarebbero emerse ferite compatibili con un’aggressione e negli esami sarebbe risultato un tasso alcolico elevato. Per la Procura, il quadro indiziario punta a un decesso da incidente, non a un omicidio.
Le ragioni della Procura
Germania blocca Cosco: niente acquisizione di Konrad Zippel
Messina avvia rotte per Libia e Algeria: scalo previsto anche a Genova
Nel depositare la richiesta di archiviazione, il procuratore Angelo Cavallo ha richiamato elementi ritenuti determinanti per escludere la pista dell’omicidio. In particolare:

- assenza di segni di violenza sul corpo;
- risultati tossicologici che segnalano un consumo importante di alcol;
- improbabilità che, con oltre trenta persone presenti, una colluttazione grave sia passata inosservata.
Il fascicolo è ora all’ufficio del Gup, che non ha ancora fissato l’udienza per decidere sulla richiesta di archiviazione.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Data | Notte tra 1 e 2 agosto 2025 |
| Luogo | Piscina privata a Bagheria (Palermo) |
| Persona coinvolta | Simona Scinà, giovane pallavolista |
| Evento | Festa di laurea con oltre 30 partecipanti |
| Posizione della Procura | Richiesta di archiviazione per cause accidentali |
| Posizione della famiglia | Contestazione della ricostruzione e dubbi sulla possibile annegamento |
| Fase procedurale | Deposito al Gup; udienza non ancora fissata |
Cosa cambia adesso
La richiesta di archiviazione non è una sentenza: spetta al giudice per le indagini preliminari valutare se gli atti siano sufficienti per chiudere l’indagine o se invece sia necessario procedere con approfondimenti. I familiari hanno sempre contestato la versione ufficiale e il passaggio davanti al Gup sarà decisivo per comprendere se la vicenda si chiuderà qui o proseguirà.
La storia ha riacceso il dibattito pubblico sui rischi legati a feste private e consumo di alcol, e sulla necessità di accertamenti rapidi e trasparenti quando c’è una vittima giovane. Le prossime settimane saranno cruciali per stabilire se la Procura e la famiglia troveranno una convergenza sui fatti o se il procedimento continuerà nelle aule giudiziarie.












