Genova Industrie Navali: utili in rialzo e Garrè resta al timone

Gin chiude il 2025 con conti in crescita e un piano industriale che punta a consolidare attività e occupazione nei cantieri: i risultati approvati dall’assemblea rafforzano la posizione del gruppo nel settore navale europeo e anticipano un 2026 carico di lavoro. La governance è stata rinnovata, con Ferdinando Garrè confermato alla guida.

I dati chiave del bilancio consolidato mostrano un’accelerazione rispetto all’anno precedente: il gruppo ha registrato un valore della produzione pari a 500 milioni di euro, in aumento del 13% sul 2024 e del 58% negli ultimi due anni. L’utile operativo lordo (Ebitda) è salito a 57 milioni, mentre l’utile netto si è attestato a 22 milioni.

Nel corso del 2026 il gruppo ha destinato circa 18 milioni di euro a interventi sui cantieri, con particolare attenzione alla digitalizzazione e alle pratiche sostenibili. L’incremento del personale, pari al 13%, riflette la maggiore attività produttiva e il rafforzamento delle capacità operative.

Azionisti principali Quota
Famiglie Bisagno e Zanetti 34%
Famiglia Garrè 34%
Finsea 17%
Fincantieri 15%

Il gruppo controlla dieci società e annovera undici partecipazioni collegate. Tra i cantieri sotto l’ombrello Gin figurano quattro siti strategici: T.Mariotti, San Giorgio del Porto, Chantier Naval de Marseille e Piombino Industrie Marittime, che insieme gestiscono commesse di riparazione, conversione e costruzione navale.

Il portafoglio ordini, con oltre 200 interventi di refit e riparazione e sei unità in fase di costruzione, offre copertura operativa per buona parte del 2026. Per il mercato questo significa continuità di lavoro per la filiera locale e maggiori flussi di attività nei bacini.

Per il triennio 2026-2028 l’assemblea ha rinnovato il consiglio di amministrazione: Ferdinando Garrè resta presidente e amministratore delegato, mentre Marco Ghiglione è stato confermato vicepresidente. Completano il board rappresentanti delle famiglie azioniste e dei partner industriali.

Gli esiti economici e le scelte di investimento rendono Gin un osservato speciale nei prossimi mesi: la capacità di trasformare l’ordine in cantieri attivi, l’avanzamento dei progetti di sostenibilità e la gestione delle commesse internazionali saranno indicatori chiave per valutare la resilienza del gruppo e del comparto navale italiano.

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