Mostra sommario Nascondi sommario
Fincantieri chiude il primo semestre 2026 con un utile netto quasi triplicato e un indebitamento netto corretto in sensibile diminuzione: segnali che confermano una transizione verso una redditività più solida e una visibilità sui ricavi molto estesa. I risultati rendono evidente come l’azienda stia capitalizzando sia sul core shipbuilding sia su un’espansione strategica nel segmento subacqueo.
Numeri chiave del semestre
Il consiglio di amministrazione ha approvato la relazione finanziaria semestrale che mostra progressi su margini, risultati operativi e leva finanziaria.
Torneo clou oggi: partite decisive e possibili sorprese per la classifica
F250: Massimiliano Cremona punta alla quinta iride di fila
- Utile netto: 102 milioni di euro (+188% rispetto al primo semestre 2025).
- EBITDA: 350 milioni (+12,5%), con margine al 7,6% (era 6,8%).
- Ricavi: circa 4,58 miliardi, sostanzialmente stabili ma con accelerazione nel secondo trimestre.
- Posizione finanziaria netta adjusted: debito per 756 milioni, in miglioramento rispetto ai 1.311 milioni di fine 2025.
Performance per settore: qualche dettaglio
Il comparto Shipbuilding resta il principale motore dei ricavi, pur evidenziando un lieve calo dei volumi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Shipbuilding: ricavi per 3,157 miliardi (-5,9% su base annua) ma con un EBITDA in crescita a 236 milioni (+7,9%). Il miglioramento è attribuibile soprattutto al rialzo dei prezzi delle navi da crociera, che ha compensato la dinamica dei volumi, con ricavi che crescono più che proporzionalmente rispetto alla produzione (+14,5%).
Il settore Difesa mostra una flessione relativa: il confronto con il primo semestre 2025 è influenzato da un ordine one‑off per l’Indonesia e dalla ridefinizione del programma Constellation, oltre a posticipi nella sottoscrizione di alcuni progetti.
Offshore e navi speciali: ricavi pari a 792 milioni (+22,4%) ed EBITDA a 40 milioni (+14,4%), con margine al 5,0%, sostenuti dalla crescita del backlog.
Underwater: il segmento subacqueo segna la performance più brillante, con ricavi in aumento del 29,9% a 356 milioni e un EBITDA di 60 milioni, equivalente a un margine del 17,0%. Questo contributo crescente modifica in modo rilevante il mix di business del gruppo.
Sistemi, Componenti e Infrastrutture: ricavi a 720 milioni e EBITDA a 47 milioni (+16,2% e +9,5% rispettivamente), con margine al 6,5%.
Backlog e leva finanziaria: prospettiva pluriennale
Il carico di lavoro complessivo raggiunge circa 74 miliardi di euro, in aumento del 17% rispetto al 31 dicembre 2025, e corrisponde a circa 8 volte i ricavi del 2025. Il backlog confermato è pari a 43 miliardi (+4,7% sul 31/12/2025), con 92 navi in portafoglio e consegne previste fino al 2036 (2039 se si include l’ordine Princess Cruises). Il soft backlog ammonta a 30,9 miliardi.
La riduzione dell’indebitamento adjusted ha portato il rapporto di leverage a 1,0x, rispetto all’1,9x di fine 2025, alleggerendo i costi finanziari e migliorando la flessibilità per future operazioni industriali o di M&A.
Perché questi dati contano oggi
La combinazione di maggiore redditività, un portafoglio ordini ampio e una leva finanziaria ridotta ridisegnano il profilo di rischio-rendimento del gruppo. Per clienti e fornitori significa maggiore stabilità contrattuale; per i mercati finanziari, una maggiore capacità di generare cassa e redistribuire valore.
In primo piano c’è anche il rafforzamento nel dominio Underwater: le acquisizioni recenti nel settore subacqueo puntano a creare il primo operatore verticalmente integrato, con competenze che coprono l’intera catena del valore e potenziali sinergie industriali.
Secondo la governance, i fattori che hanno sostenuto il miglioramento operativo includono l’aumento delle marginalità nello shipbuilding, un mix di ricavi più favorevole e alcuni elementi non ricorrenti: minori oneri finanziari legati al debito, riduzioni degli oneri netti per contenziosi amianto e proventi dalla dismissione di partecipazioni in joint venture non strategiche.
Le parole della guida aziendale
Il management ha sottolineato che l’azienda sta accelerando verso una fase in cui scala industriale, innovazione ed esecuzione operativa si combinano per rafforzare la leadership di mercato. Le recenti mosse nel segmento subacqueo sono state definite strategiche per completare il posizionamento e sfruttare le opportunità offerte dall’evoluzione dei mercati.
Resta ora da seguire l’evoluzione delle consegne e l’impatto operativo dei nuovi progetti, elementi che nelle prossime trimestrali diranno se la traiettoria di miglioramento potrà consolidarsi anche oltre il 2026.










