Un nuovo accordo di vendita mette l’italiana Piloda Yachting in rete con il broker monegasco Moravia Yachting per commercializzare il terzo scafo della Ad Astra 60, imbarcazione ispirata alle lobster boat del New England. L’intesa amplia la presenza internazionale del progetto e potrebbe influire su mercato del charter e sulla domanda di chase boat per grandi yacht.
La partnership affida a Moravia Yachting — parte del gruppo Hill Robinson e con base nel Principato di Monaco — la gestione commerciale e di charter del terzo esemplare, sfruttando la rete globale del broker. Per Piloda Yachting, divisione del gruppo con operatività a Torre Annunziata, Napoli e Brindisi, si tratta di un passo strategico verso una distribuzione più ampia.
Il progetto, firmato insieme a Francesco Guida, interpreta in chiave contemporanea le linee classiche delle downeast: l’obiettivo è un’imbarcazione dal carattere duraturo, capace di coniugare un’estetica misurata con soluzioni tecniche pensate per l’affidabilità nel tempo.
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Sul piano nautico i tecnici hanno intervenuto in modo significativo: dalla prua alla carena, agli spray rail e alle uscite di poppa, ogni elemento è stato ottimizzato per migliorare la tenuta in navigazione e l’efficienza operativa. La propulsione è affidata a due motori MAN I6-800 in linea d’asse, scelta orientata a semplicità di esercizio e contenimento dei costi di manutenzione.
- Lunghezza fuori tutto: 17,86 metri
- Capacità carburante: 2.900 litri
- Velocità massima: 32 nodi; di crociera: 25 nodi
- Certificazione: CE categoria B
- Produzione: limitata a massimo cinque unità l’anno; scafo e sovrastruttura in infusione
La filosofia produttiva è un altro tratto distintivo: la serie rimane volutamente contenuta per mantenere controllo qualitativo e garantire un servizio post-vendita strutturato nel tempo. Piloda punta su una forte integrazione delle lavorazioni interne, scelta che secondo l’azienda valorizza anche l’affidabilità complessiva dell’imbarcazione.
Gli spazi interni prevedono due layout principali: una versione con tre cabine e due bagni, cucina sul ponte principale e mobile bar esterno; un’alternativa con due cabine e cucina sul ponte inferiore. Sul main deck il pozzetto e il salone possono diventare un unico ambiente grazie a una porta scorrevole e a un tetto apribile elettricamente, creando un’area conviviale per otto-dodici persone.
Per gli armatori e gli operatori di charter la proposta offre punti di interesse concreti: estetica classica, facilità di manutenzione e prestazioni adeguate sia per crociere costiere che per ruoli ausiliari su yacht più grandi. La limitazione produttiva aggiunge inoltre un elemento di esclusività che può influire sul valore di mercato.
Walter Di Palo, CEO di Piloda Yachting, ha sottolineato come l’accordo con Moravia rappresenti la volontà di «accompagnare il cliente oltre la fase di acquisto», puntando su relazioni durature e servizio post-vendita. Dal canto suo, Alessandro Diomedi di Moravia ha evidenziato l’attenzione alla coerenza stilistica e alla funzionalità: l’Ad Astra 60 è vista anche come possibile chase boat o tender per imbarcazioni di maggiori dimensioni.
Il know‑how industriale del costruttore — parte del più ampio Piloda Group attivo in cantieristica e in settori civili e militari — viene indicato come valore aggiunto nella gestione tecnica e nel controllo di processo, elementi che hanno pesato nella scelta del broker.
Con questa mossa commerciale, le due società puntano a rafforzare la posizione dell’Ad Astra 60 sui circuiti internazionali: una proposta che mira a catturare chi cerca uno yacht dal profilo classico, con soluzioni tecniche moderne e orientato a durare nel tempo.











