Ad Agrigento la sfida si decide a due: al termine del primo turno nessun candidato ha raggiunto la soglia necessaria per la vittoria diretta, lasciando spazio a un confronto finale che potrebbe ribaltare gli equilibri in città. A guidare la contesa sono rimasti Michele Sodano, sostenuto dal centrosinistra, e Dino Alonge, appoggiato da una parte del centrodestra; il destino ora passa in buona parte dagli elettori del terzo incomodo.
Il dato più immediato dice che Sodano ha ottenuto il 39,10% delle preferenze, mentre Alonge si è fermato al 34,79%. Dietro di loro, con una percentuale significativa ma insufficiente per ambire al ballottaggio, c’è Luigi Gentile, sostenuto dalla Lega e dalla Dc, che ha raggiunto il 14%.
- Michele Sodano (centrosinistra) — 39,10%
- Dino Alonge (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e autonomisti) — 34,79%
- Luigi Gentile (Lega, Dc) — 14% — ha escluso apparentamenti
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La possibilità che gli elettori di Gentile indirizzino il risultato del secondo turno rende il ballottaggio particolarmente incerto. La scelta di Gentile di non formalizzare apparentamenti complica i calcoli: senza intese ufficiali, la partita si gioca soprattutto sul terreno degli appelli, delle alleanze informali e della mobilitazione degli elettori.
Il primo turno è stato segnato da tensioni all’interno del fronte di centrodestra, che in alcuni colleghi osservatori è apparso frammentato. Questa rottura ha probabilmente inciso sul comportamento dell’elettorato e sulla distribuzione dei voti, lasciando ora spazio a trattative e strategie in vista del ballottaggio.
Per i cittadini di Agrigento la posta in gioco non è solo il nome del sindaco: il risultato finale determinerà la composizione dell’amministrazione e la direzione delle scelte su temi locali — dalla gestione dei servizi alla programmazione urbana. Inoltre, il comportamento degli elettori al secondo turno potrebbe essere influenzato da fattori diversi rispetto al primo, come la partecipazione e le campagne mirate dei due schieramenti.
Con il confronto diretto ormai alle porte, l’attenzione resta alta su due fronti: la capacità dei candidati di raccogliere voti “indecisi” e la tenuta delle coalizioni. In assenza di apparentamenti ufficiali, saranno i messaggi rivolti agli elettori di centro e i richiami alla stabilità locale a fare la differenza.











