Eurotunnel, forte riduzione dei camion: cosa cambia per trasporti e prezzi

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Nel mese di aprile 2026 l’Eurotunnel ha trasportato 96.881 camion tra Francia e Regno Unito, registrando un lieve calo rispetto allo stesso periodo del 2025; dall’inizio dell’anno, invece, sono passati sulla navetta ferroviaria tra Calais e Dover 391.584 mezzi pesanti. Questi numeri non sono solo statistiche: riflettono variazioni nei flussi commerciali transfrontalieri che possono avere effetti pratici sulla logistica e sui tempi di consegna nel breve termine.

Dati recenti e andamento da inizio anno

Ad aprile 2026 il traffico merci dell’Eurotunnel è sceso del 2% rispetto ad aprile 2025 (96.881 contro 98.751 camion). Sul fronte annuale, il totale dei mezzi pesanti per il periodo gennaio–aprile si attesta a 391.584, in calo del 2% rispetto ai 400.895 registrati lo scorso anno nello stesso intervallo.

Anche il segmento passeggeri mostra una decrescita: ad aprile sono transitati 184.662 veicoli privati, valore inferiore del 10% rispetto ad aprile 2025. Nel complesso dei primi quattro mesi del 2026 il totale dei veicoli passeggeri è pari a 552.269, con una flessione del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

  • Camion – aprile 2026: 96.881 (–2% su base annua)
  • Camion – gennaio–aprile 2026: 391.584 (–2% rispetto al 2025)
  • Veicoli passeggeri – aprile 2026: 184.662 (–10% su aprile 2025)
  • Veicoli passeggeri – gennaio–aprile 2026: 552.269 (–4% rispetto al 2025)

Perché questi dati contano

Il tunnel sotto la Manica è una via critica per il trasporto merci tra il continente e il Regno Unito: attivo dal 1994, movimenta oltre un milione di camion all’anno e assorbe una quota significativa del valore commerciale scambiato tra le due sponde. Variazioni percentuali anche contenute possono tradursi in ritardi nelle catene di approvvigionamento, costi di trasporto più alti o ritmi diversi nelle consegne per aziende esportatrici e importatrici.

Nel breve periodo, il calo dei veicoli privati ad aprile è stato in buona parte attribuito al diverso calendario delle vacanze scolastiche nel Regno Unito, che ha spostato i picchi di mobilità rispetto all’anno precedente. Altri fattori che incidono sui volumi includono la domanda internazionale, i costi operativi e la capacità disponibile sulla navetta ferroviaria.

Osservazioni e prospettive

Il leggero rallentamento nel traffico merci non segnala di per sé una tendenza strutturale definitiva, ma invita operatori e osservatori a monitorare l’evoluzione dei flussi nelle prossime rilevazioni mensili. Per le imprese coinvolte nella logistica transfrontaliera, mantenere flessibilità nelle rotte e nei programmi di consegna rimane cruciale.

Con l’avvicinarsi della stagione estiva e la possibile variazione dei pattern di viaggio, i prossimi mesi saranno utili per capire se i trend registrati ad aprile rappresentano una fluttuazione temporanea o l’inizio di un aggiustamento più duraturo nei collegamenti tra Calais e Dover.

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