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La trasformazione digitale delle marine italiane non è più un’ipotesi: sta diventando realtà e cambia il modo in cui si pianifica una crociera, si gestisce un ormeggio e si investe lungo la costa. I risultati emersi dal monitoraggio dei Blue Marina Awards 2025 mostrano dove il settore è già avanti e dove invece servono ancora investimenti concreti.
I Blue Marina Awards 2025, promossi e coordinati da Walter Vassallo, hanno misurato l’innovazione delle marine con un approccio documentale e verifiche indipendenti: RINA ha validato le evidenze, mentre partner come ASSONAT-Confcommercio e la Federazione Italiana Vela (FIV) hanno contribuito al quadro tecnico e territoriale.
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Cos’è stato valutato: dieci indicatori per misurare lo stato dell’arte
Per costruire un indice editoriale di “Smart Marina” sono stati selezionati dieci indicatori: nove focalizzati sull’innovazione tecnologica e uno dedicato agli aspetti ambientali ed energetici. Ogni elemento documentato ha ricevuto un punto, con criteri di spareggio basati sul punteggio tecnico e sul rating complessivo dei BMA 2025.

| Indicatore | Che cosa misura |
|---|---|
| Qualità del sito web | Completezza informativa e aggiornamento |
| Presenza social aggiornata | Attività e aggiornamenti regolari sulle piattaforme |
| Copertura Wi‑Fi | Disponibilità di rete per utenti e servizi |
| Software gestionale | Uso di piattaforme per prenotazioni e operazioni |
| Mappa interattiva dei posti barca | Strumenti digitali per localizzare e prenotare gli ormeggi |
| Impiego di intelligenza artificiale | Soluzioni AI per operatività e customer care |
| Infrastrutture per micro‑mobilità | Posti di ricarica per bici, monopattini e scooter elettrici |
| Colonnine per auto elettriche | Ricarica veicoli terrestri nei parcheggi della marina |
| Sistemi di ricarica per imbarcazioni | Postazioni dedicate per mezzi nautici elettrici |
| Sistemi di illuminazione efficienti (ESG) | Soluzioni a basso consumo e a gestione sensorizzata |
Lo stato della digitalizzazione: dati e divari
Nel complesso molte marina hanno ormai adottato strumenti di base: i profili social attivi e aggiornati sono diffusi in quasi la totalità dei casi, e l’utilizzo di software gestionali è consolidato. Anche le colonnine per auto elettriche risultano ampiamente presenti, così come sistemi di illuminazione a risparmio energetico.

Numeri chiave emersi dalla valutazione:
- 91% delle strutture ha profili social aggiornati.
- Oltre l’86% utilizza software gestionali per le operazioni.
- La ricarica per auto elettriche è disponibile in circa l’82% delle marine.
- Siti web che rispondono ai requisiti valutati: circa il 77%.
- Sistemi di illuminazione a basso consumo: intorno al 77%.
- Copertura Wi‑Fi presente in circa il 64%.
Dietro questi risultati, però, emergono gap importanti nelle tecnologie più avanzate. Solo una minoranza dispone di mappe interattive per i posti barca: la quota è inferiore al 20%. L’uso dell’intelligenza artificiale si attesta a poco più di un quarto delle marine valutate, e le soluzioni per la ricarica delle imbarcazioni elettriche non superano il 30‑35%.
In sintesi: la digitalizzazione di base è diffusa, mentre la trasformazione verso una vera Smart Marina — con dati, sensori e servizi interconnessi — è ancora incompleta.
Le prime dieci marine più complete
Al vertice della classifica, con un indice di completezza pari al 90% e nove indicatori su dieci positivi, si sono posizionate tre strutture: Porto Turistico di Marina di Camerota, Porto di Andora e Porto Turistico Marina Uno.
Subito dopo si collocano Marina di Pescara, Marina Sveva e Base Nautica Flavio Gioia, ciascuna con otto KPI positivi. La Top 10 si completa con altre realtà che raggiungono sette indicatori.
- Porto Turistico di Marina di Camerota (9/10)
- Porto di Andora (9/10)
- Porto Turistico Marina Uno (9/10)
- Porto Turistico Marina di Pescara (8/10)
- Marina Sveva (8/10)
- Base Nautica Flavio Gioia (8/10)
- Porto Turistico di Cetraro (7/10)
- Capo d’Orlando Marina (7/10)
- Bisceglie Approdi – Marina Resort (7/10)
- Porto di Santa Teresa Gallura (7/10)
Perché questa transizione conta oggi
Il messaggio del Ministro del Turismo, inviato alla cerimonia conclusiva dei BMA 2025, ha rimarcato un punto pratico: il porto non è solo un punto d’attracco, ma una piattaforma che connette costa e retroterra. Digitalizzare e mappare le marine significa pianificare itinerari più sicuri, gestire meglio flussi turistici e ridurre impatti ambientali.
Per i diportisti la differenza si traduce in servizi più rapidi e informazioni accessibili; per le amministrazioni e gli operatori, in strumenti per ottimizzare risorse e investimenti. Le imprese turistiche locali possono guadagnare in visibilità e programmazione, se i porti diventano nodi intelligenti in grado di dialogare con app, portali e sistemi di mobilità.
Dal porto “connesso” al porto veramente “intelligente”
La vera evoluzione non è la mera presenza di Wi‑Fi o di una pagina Facebook, ma l’integrazione tra infrastrutture, dati e servizi. Mappe interattive, sensori che monitorano consumi, sistemi di ricarica per imbarcazioni e strumenti di intelligenza artificiale per l’assistenza operativa possono cambiare la routine quotidiana delle marine.
In pratica, una marina intelligente sa cosa succede al suo interno, utilizza le risorse in modo più efficiente e anticipa i bisogni degli utenti. Questo passaggio richiede investimenti, competenze e standard condivisi, ma apre anche opportunità concrete per sostenibilità, sicurezza e sviluppo economico locale.
La sfida per i prossimi anni sarà dunque trasformare le buone pratiche già diffuse in vere reti di servizi integrate, capaci di supportare l’elettrificazione della navigazione e di valorizzare il patrimonio costiero in chiave digitale.











