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La compagnia di navigazione CMA CGM si è ritirata dall’offerta per acquisire il 49% di Rail Logistics Europe, la società che riunisce le attività merci ferroviarie di SNCF. La decisione modifica i giochi sulla privatizzazione parziale del trasporto ferroviario francese e ha conseguenze dirette sul mercato dell’intermodalità in Europa.
Secondo quanto riportato da RailFreight.com, il ritiro sarebbe dovuto a un disallineamento tra gli obiettivi dell’armatore e la modalità scelta da SNCF per l’apertura del capitale: Parigi vuole vendere una quota di partecipazione sul perimetro completo di RLE, mentre il gruppo guidato da Rodolphe Saadé puntava solo su specifiche attività.
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Perché CMA CGM era interessata (e perché poi ha mollato)
Il gruppo francese mostrava un interesse mirato soprattutto verso le linee intermodali e il trasporto di container tramite ferrovia, con particolare attenzione a Naviland Cargo. Quest’ultimo è un asset considerato strategico per integrare la catena logistica marittima con il trasporto su rotaia.

Ma SNCF ha preferito la cessione unitaria del 49%, chiedendo a un investitore di assumere la partecipazione sull’intero insieme di attività di RLE. La richiesta di una soluzione “all-in” ha reso meno appetibile l’operazione per chi, come CMA CGM, cercava soltanto singole sinergie operative.
Il contesto della vendita
La messa in vendita di una quota di RLE è parte della riorganizzazione del settore merci francese avviata dopo lo smantellamento di Fret SNCF. La scelta è legata agli impegni presi dallo Stato francese con la Commissione europea sui sostegni pubblici concessi all’operatore, che hanno imposto cambiamenti nella struttura delle attività ferroviarie merci.
Il risultato è una ricerca di partner privati che possano co-investire nel rilancio commerciale e nell’efficienza operativa di RLE, senza tuttavia frammentarne la governance.
- Potenziali acquirenti: secondo le fonti rimangono in lizza tre candidati principali:
- Daniel Kretinsky, imprenditore ceco e proprietario di EP Cargo;
- Il gruppo logistico tedesco Rhenus;
- Un fondo di private equity non identificato.
La lista dei pretendenti segnala interesse sia da operatori già attivi nel settore ferroviario sia da investitori finanziari, scenario che determinerà esiti differenti per strategie industriali e investimenti infrastrutturali.
Dati economici e performance recenti
- Ricavi primo semestre: 948 milioni di euro, +3,9% su base annua.
- EBITDA: 118 milioni, in aumento rispetto ai 110 milioni dell’anno precedente.
- Margine EBITDA: salito dal 12% al 12,5%.
Questi numeri mostrano una crescita moderata ma stabile, elemento che renderà la società interessante per chi valuta ritorni sia operativi sia finanziari.

Cosa cambia per il mercato e per le imprese
Il ritiro di CMA CGM mantiene aperta la partita sull’orientamento futuro di RLE: un ingresso di un operatore integrato come Rhenus o di un gruppo ferroviario già attivo potrebbe ampliare l’offerta intermodale, mentre un fondo potrebbe puntare a razionalizzazioni e ritorni finanziari più rapidi.
Per gli speditore e gli utenti finali, la posta in gioco riguarda costi, frequenze e integrazione dei servizi marittimo-ferroviari. L’ingresso di un partner con ambizioni di espansione può accelerare la concorrenza con operatori come Medway (collegata a MSC) e modificare le regole del mercato europeo dell’intermodalità.
Nei prossimi mesi sarà importante seguire le mosse di SNCF nella scelta del partner e i possibili termini dell’operazione: la decisione finale determinerà assetti industriali e alleanze strategiche nel trasporto merci su ferro in Europa.












