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Casablanca sta ridefinendo il suo rapporto con il mare: dopo un secolo dominato dal traffico merci, la città ha riaperto al litorale con un progetto urbano e una nuova offerta ricettiva che cambiano le coordinate per marinai, turisti e operatori del settore alberghiero. Le novità degli ultimi anni — dalla Marina al riemergere del grande albergo storico — spiegano perché oggi vale la pena ripensare Casablanca come scalo strategico sull’Atlantico africano.
Il porto commerciale, attivo sin dal 1913 grazie alla gestione della Compagnie Marocaine, resta il primo del Marocco per volumi. Tuttavia, l’intervento privato e pubblico lungo la Corniche ha restituito spazi pubblici e agganci al mare che fino a pochi anni fa erano preclusi ai visitatori e alle imbarcazioni da diporto.
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Casablanca: porto marocchino si trasforma in nuova meta per crociere
La nuova “faccia” della costa
Il progetto della Marina, avviato nel 2006 e completatosi in fasi culminate con l’apertura del centro commerciale nel 2018, ha riconnesso la porzione di costa tra i cantieri navali e la Moschea Hassan II. Su circa venti ettari recuperati, si sono affiancati uffici, residenze e un porto turistico che hanno ridato alla città un lungomare accessibile dopo decenni di predominio delle attività portuali.
Sul piano urbano questo ha due conseguenze evidenti: la possibilità di ormeggiare in centro e la nascita di un nuovo segmento di offerta alberghiera e ristorativa rivolto a un pubblico internazionale più esigente.
Arrivare via mare
Casablanca si trova a poco meno di 200 miglia nautiche a sud di Tangeri e a poco più di 200 da Gibilterra. La costa atlantica marocchina, tra Capo Spartel e Agadir, offre in realtà poche insenature protette: conviene pianificare le traversate considerando l’onda lunga oceanica più che le brezze locali.

I venti prevalenti da nord e nord‑est rendono la discesa verso sud relativamente agevole, mentre la risalita verso il Mediterraneo richiede finestre più accurate. I porti limitrofi — Mohammedia, El Jadida, Essaouira — hanno infrastrutture essenziali o ridotte; Rabat dispone di una marina sul Bouregreg ma deve fare i conti con la barra fluviale. Di fatto, Casablanca rimane lo scalo più attrezzato del tratto centrale di costa.
- Formalità: controllo di polizia, dogana e sanità marittima in ingresso e in uscita (Paese extra‑Schengen).
- Distanza aeroporto: l’aeroporto Mohammed V è raggiungibile in circa 40 minuti d’auto, con collegamenti regolari verso Europa e Africa occidentale.
- Accessibilità: la Marina è comoda per i cambi equipaggio e gli imbarchi prima di proseguire verso Canarie o Senegal.
Ormeggiare
Il porto turistico di Casablanca offre circa centocinquanta posti. Il parametro decisivo per molte imbarcazioni è il pescaggio: il limite è intorno ai 2,8 metri, mentre la larghezza ammessa tocca quasi i 13 metri; il fronte esterno è dichiarato per unità fino a 75 metri.

In pratica, la struttura privilegia imbarcazioni plananti e semidislocanti o barche a vela di media dimensione; i grandi dislocanti oceanici sono esclusi dalla profondità. Il marina è chiusa e presidiata, con servizi di acqua, carburante e rifornimenti, ma le operazioni di carenatura e interventi pesanti devono essere programmate in cantieri esterni.
- Servizi a bordo: elettricità fino a 470 A, acqua, carburante.
- Limitazioni: scarso supporto per manutenzione pesante e alaggio di grandi unità.
- Prossimità: a pochi passi dalla Moschea Hassan II, dal quartiere finanziario e dai primi settori della medina.
Royal Mansour Casablanca: il grande ritorno
Alla distanza di poco più di un chilometro dalla banchina sorge il palazzo che meglio incarna la trasformazione cittadina. Nato nel 1953 come primo cinque stelle di Casablanca, l’edificio è stato oggetto di un recupero totale concluso con la riapertura nell’aprile 2024.
I lavori hanno richiesto anni di interventi — ricostruzione fedele delle linee moderniste, cantiere con picchi fino a mille addetti giornalieri e un’ampia selezione di materiali e opere d’arte — per restituire un palazzo di 23 piani con 149 camere e suite che promette di riportare in città l’alta ospitalità.
Le soluzioni abitative variano: camere a partire dai 45 m², suite premium fino a 130 m²; le suite signature e le due unità di punta — la Princière e la Royale — offrono metrature che vanno dai 150 ai 1.200 m² con servizi privati, spa e giardini pensili. L’hotel è la seconda insegna della collezione Royal Mansour, accanto a quella di Marrakech.
Per chi arriva dal mare, il colpo d’occhio è centrale: una passerella vetrata al 23° piano collega le torri e apre su una vista che unisce città, moschea e oceano. Sullo stesso livello si trovano ristoranti di alta cucina, fra cui la tavola marocchina di Karim Ben Baba e una brasserie guidata da Éric Frechon, oltre a un sushi bar in omakase e un rooftop con cucina mediterranea.
La dotazione dell’albergo è pensata anche per soggiorni prolungati: piscina coperta con corrente contro, spa di oltre 2.500 m², centro fitness 24 ore, salone barbiere e boutique, sale congressi modulari e una ballroom per eventi fino a 450 persone. Elementi di design e installazioni d’arte — dalla mappa in vetro di Charles Kalpakian al patio firmato Luis Vallejo — richiamano il tema marittimo e la storia locale.
La scena gastronomica e gli altri grandi hotel
Sulla Corniche di Ain Diab, sette chilometri a ovest della Marina, il complesso Anfa Place ospita il Four Seasons con il suo ristorante a bordo piscina, Kyúb, dove la cucina costiera marocchina dialoga con ricette latinoamericane e proposte di mare alla brace.
Dal punto di vista operativo, la novità più recente è la nomina di Pierre Barusta alla direzione delle cucine del Four Seasons, avvenuta nell’aprile 2026: chef con esperienze a Parigi, Dubai e Singapore, porta una visione internazionale e una rilettura della cucina di costa che rafforza l’offerta per chi sbarca in città.
Per chi ormeggia alla Marina, ristoranti e grandi alberghi rimangono raggiungibili in circa venti minuti d’auto, rendendo Casablanca una base pratica per combinare navigazione e soggiorni di qualità.
Nel complesso, la combinazione di infrastrutture portuali, nuovi waterfront e un’offerta alberghiera rinvigorita segnala come Casablanca stia convertendo la sua centralità atlantica in una risorsa per il turismo diportistico e per i viaggiatori d’affari che cercano collegamenti veloci con Europa e Africa occidentale.











