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La Cina sta puntando con decisione a rilanciare i flussi di capitale estero: nei primi cinque mesi del 2026 il numero di nuove imprese a partecipazione straniera è cresciuto, mentre i flussi effettivi mostrano segnali contrastanti. Le mosse del governo e i dati di maggio, però, rendono la questione immediatamente rilevante per investitori e multinazionali.
I dati ufficiali del Ministero del Commercio mostrano che, tra gennaio e maggio, sono state registrate 25.297 nuove società con capitale estero, un aumento del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sul fronte degli afflussi, gli investimenti diretti esteri reali si sono attestati a 327,29 miliardi di yuan (circa 48 miliardi di dollari), segnando una diminuzione dell’8,6% su base annua.
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Nonostante la flessione complessiva, il mese di maggio ha segnato un’inversione: gli afflussi mensili sono risaliti del 5,9%. Questo inatteso rialzo suggerisce che la traiettoria degli IDE potrebbe stabilizzarsi se le misure annunciate dal governo verranno attuate rapidamente.
Dal punto di vista settoriale, il settore dei servizi ha concentrato la maggior parte dei capitali esteri, con 234,15 miliardi di yuan, mentre la manifattura ha catturato 86,97 miliardi. Notevole la performance dell’industria tecnologica: gli IDE in ambito alta tecnologia sono aumentati del 19,4%, arrivando a 130,14 miliardi di yuan.
Provenienza dei capitali: chi spinge di più
Tra i Paesi che più hanno incrementato gli investimenti verso la Cina si segnalano gli Emirati Arabi Uniti, la Malesia, la Svizzera e gli Stati Uniti, con variazioni percentuali molto marcate:
- Emirati Arabi Uniti: +285,5%
- Malesia: +108,6%
- Svizzera: +49,4%
- Stati Uniti: +17,3%
Il piano in 15 punti: cosa cambia per le imprese straniere
In parallelo ai numeri, Pechino ha lanciato un pacchetto di riforme in 15 punti volto a rendere il mercato più accessibile. Il vice ministro del Commercio Ling Ji e la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (NDRC) hanno affermato che il programma garantirà la parità di trattamento nazionale alle società estere e affronterà nodi pratici come l’accesso agli appalti pubblici.
Le misure principali annunciate includono:
- maggiore apertura nei settori finanziario, dell’istruzione e sanitario;
- semplificazione delle procedure amministrative per gli investitori stranieri;
- più libertà operativa per istituzioni finanziarie estere su strumenti come i futures sui titoli di Stato e nella consulenza finanziaria;
- armonizzazione degli standard su proprietà intellettuale e regole finanziarie con pratiche internazionali;
- garanzie di accesso paritario agli appalti pubblici per le imprese estere.
Queste norme puntano non solo ad attrarre capitali, ma anche a rendere più facile per le imprese straniere gestire attività complesse — dalla consulenza finanziaria al trading di derivati su titoli di Stato — senza dover affrontare barriere regolamentari sproporzionate.
Perché questo conta oggi
L’azione di Pechino arriva in un momento di riassetto delle catene globali del valore e di crescente concorrenza per gli investimenti. Un maggior afflusso di capitali e condizioni di mercato più trasparenti possono influenzare decisioni su delocalizzazioni, partnership tecnologiche e piani di espansione regionale.
Da un punto di vista operativo, gli investitori dovranno monitorare due elementi chiave: la reale applicazione delle misure sul terreno e la sequenza temporale delle riforme. Il vento di apertura può tradursi in opportunità concrete solo se accompagnato da atti amministrativi, regolamentazioni secondarie e supervisione coerente.
Cosa seguire nelle prossime settimane
Gli analisti suggeriranno di prestare attenzione a:
- i dati mensili sugli IDE dopo maggio, per valutare se la ripresa è sostenibile;
- i decreti attuativi del piano in 15 punti, che definiranno limiti e tempistiche;
- l’evoluzione delle normative su proprietà intellettuale e pratiche di appalto.
In assenza di segnali concreti di applicazione rapida, le promesse di apertura rischiano di rimanere parziali. Se invece le autorità centrali manterranno il ritmo, gli ultimi dati potrebbero segnare l’inizio di una nuova fase di attrazione di capitali esteri per la Cina.










