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Augusta Due cede una nave storica della sua flotta: la chemical-oil products tanker conosciuta come Rinella M è stata venduta, con consegna prevista per la fine di aprile. La cessione segna un cambiamento operativo per l’armatore romano e porta con sé segnali concreti sul valore residuo delle unità più anziane.
La vendita è stata confermata a SHIPPING ITALY e, secondo fonti di mercato, il prezzo concordato si aggira intorno ai 13 milioni di dollari. La nave, costruita nel 2006 nel cantiere rumeno Santierul, ha operato sotto il controllo della famiglia Brullo per oltre quindici anni.
Un’unità che ha seguito l’armatore per quasi due decenni
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I registri di mercato, consultati attraverso VesselsValue, indicano che la Rinella M era entrata nella compagine di Augusta Due nel 2007 con un prezzo di acquisto riportato di circa 58 milioni di dollari, comprensivo di un time charter allora in essere con Eni.
Negli anni successivi la nave è stata impiegata principalmente nel Mediterraneo e sulle rotte costiere italiane, operando come chemical-oil products tanker con capacità dichiarata oltre le 40.000 tonnellate di portata lorda.
La differenza tra il valore di acquisizione del 2007 e il prezzo di vendita attuale evidenzia l’impatto combinato dell’età dell’unità, del mercato dei noli e delle dinamiche di domanda per questo segmento di navi.
Cosa cambia nella flotta di Augusta Due
Con l’uscita della Rinella M, l’organico della compagnia scende a nove navi. La composizione attuale della flotta è la seguente:
- 3 MR di circa 40.000 tonnellate di portata lorda;
- 6 small tanker con portate comprese tra 8.700 e 21.600 tonnellate di portata lorda.
La riduzione non è soltanto numerica: tocca anche la capacità commerciale disponibile su rotte medio-brevi, dove la Rinella M era spesso impiegata.
Tempistiche e prossimi passi
La consegna ai nuovi proprietari è programmata per fine aprile, secondo le fonti citate. Non sono stati resi noti i dettagli dell’acquirente né eventuali piani di ristrutturazione o riposizionamento dell’unità dopo il trasferimento di proprietà.
Per Augusta Due si apre ora la sfida di gestire la parte restante della flotta in un contesto di mercato che resta volatile: i prezzi degli asset navali e i noli risentono ancora delle oscillazioni della domanda globale e delle normative ambientali che influenzano i costi operativi.
Rimane da vedere se la cessione rappresenterà l’inizio di una revisione più ampia della strategia industriale dell’armatore oppure un’operazione isolata legata all’età e al valore residuo del singolo asset.











