Saipem ha annunciato l’impossibilità di completare l’acquisto della piattaforma di perforazione, dopo che il venditore ha deciso di cedere la nave a un terzo acquirente. La decisione ha effetti immediati sul bilancio e apre la strada a possibili azioni legali, ma per ora il gruppo conferma la sua previsione operativa per il 2026.
La vicenda riguarda l’unità nota come Deep Value Driller. Il 17 febbraio scorso le parti avevano comunicato di aver trovato un’intesa sui principali aspetti contrattuali, con l’intesa finale condizionata all’approvazione dei rispettivi consigli di amministrazione. Saipem aveva poi ricevuto via board l’autorizzazione a procedere il 24 febbraio 2026.
Tuttavia, nella nota odierna il gruppo spiega che il venditore, indicato come Deep Value Driller As, ha optato per vendere la nave a un terzo soggetto, rendendo così impossibile perfezionare l’operazione concordata con Saipem.
Deep Value Driller blocca la cessione della nave di perforazione a Saipem: scatta battaglia legale
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La società non si limita a registrare l’accaduto: nella stessa comunicazione si riserva il diritto di intraprendere «ogni opportuna azione legale a tutela dei propri interessi e diritti in ogni sede, nessuna esclusa», segnalando che valuterà contromisure giudiziarie.
- Data dell’accordo preliminare: 17 febbraio (accordo sui termini principali)
- Autorizzazione del consiglio Saipem: 24 febbraio 2026
- Decisione del venditore: vendita a terza parte comunicata oggi
- Impatto contabile: miglioramento della posizione finanziaria netta post-IFRS 16 al 31/12/2025 per 226 milioni di euro
- Effetto patrimoniale collegato: riduzione del diritto d’utilizzo (Right-of-Use Assets)
- Status della guidance: guidance 2026 confermata dal gruppo
Dal punto di vista finanziario, Saipem indica che il mancato perfezionamento dell’acquisto produce un effetto positivo immediato sulla liquidità contabile, con un miglioramento di circa 226 milioni di euro sulla posizione finanziaria netta a fine 2025, considerando il principio IFRS 16. Questo si accompagna a una riduzione degli asset registrati come diritti d’uso.
Per gli investitori la notizia offre due chiavi di lettura: da un lato il rafforzamento temporaneo della posizione finanziaria; dall’altro, l’incertezza legata all’esito di eventuali contenziosi e alle conseguenze pratiche sulla strategia industriale del gruppo. La conferma della guidance 2026 attenua in parte i timori su target e piano operativo, ma resta da valutare l’impatto reputazionale e i tempi di un eventuale contenzioso.
Gli sviluppi da monitorare nelle prossime settimane sono chiari: l’eventuale avvio di cause legali da parte di Saipem, la risposta del venditore e del terzo acquirente, e qualsiasi aggiornamento sui conti o sulla guidance che possa emergere in seguito a nuove determinazioni giudiziarie o contrattuali.








