Tariffe cargo aereo schizzano per il conflitto in Medio Oriente

Mostra sommario Nascondi sommario

La crisi nel Medio Oriente ha già inciso sui costi e sulle rotte del cargo aereo: in poche settimane le tariffe sono salite e molte compagnie hanno dovuto rimodulare operazioni e scali. Per chi importa o spedisce merci oggi, questo significa bollette più alte, tempi di consegna più incerti e nuove regole operative.

Nel periodo di metà marzo 2026 (settimana 9–15 marzo) il mercato del trasporto aereo merci ha mostrato un’accelerazione netta dei prezzi. Le tariffe medie sono aumentate di circa il 10% su base settimanale, raggiungendo quota 2,67 dollari per chilogrammo, dopo un balzo già registrato la settimana precedente.

Più marcata la dinamica sui contratti spot: le quotazioni spot sono cresciute del 12% in sette giorni, arrivando a 3,19 dollari/kg e segnando un +22% rispetto allo stesso periodo del 2025. A guidare il rialzo è stata soprattutto l’area Medio Oriente e Asia meridionale (Mesa), dove i prezzi spot hanno toccato i 4,37 dollari/kg, con incrementi settimanali e annuali a doppia cifra.

Capacità e rotte: cosa è cambiato

Le tensioni nella regione del Golfo hanno causato una contrazione drastica dell’offerta di posti cargo, con cadute temporanee fino al 50% in alcune settimane. La riduzione di capacità ha costretto vettori e spedizionieri a privilegiare percorsi alternativi e a limitare frequenze su scali strategici.

Situazioni operative concrete: negli Emirati Arabi Uniti l’attività è stata ristretta, con autorizzazioni operative vincolate a vettori locali dopo danni alle infrastrutture carburante; Qatar Airways Cargo ha gradualmente ripreso voli dopo una sospensione di tre settimane, ma a capacità ridotta.

Voce Variazione (settim./ann.) Valore riportato
Tariffa media globale +10% settimanale 2,67 $/kg
Tariffe spot globali +12% settimanale / +22% annuo 3,19 $/kg
Tariffe spot Mesa +22% settimanale / +58% annuo 4,37 $/kg
Volumi globali +4% settimanale / -7% annuo
Tariffa esempio Dubai–USA fino a +56% su alcune rotte 8,46 $/kg
Prezzo del jet fuel +11% settimanale / +94% vs. pre-conflitto

Impatto pratico e principali fattori

  • Carburante: il rialzo del prezzo del jet fuel è tra i fattori più incisivi, contribuendo all’introduzione di supplementi operativi e di rischi (war-risk surcharge).
  • Capacità limitata: meno posti disponibili significa maggiore competizione per gli slot cargo e incremento dei listini, soprattutto sulle rotte che evitano il Golfo.
  • Ridistribuzione dei flussi: alcune rotte sono state riallocate via Nord Africa o scali più lunghi, con impatto sui tempi di trasporto e sui costi unitari.

Da un lato i volumi globali mostrano un lieve rimbalzo settimanale; dall’altro il totale di merci trasportate resta inferiore di circa il 7% rispetto a un anno fa, segno che la ripresa non è ancora consolidata. Nei Paesi del Golfo la dinamica è stata particolarmente volatile: dopo un crollo fino al -65%, i tonnellaggi sono cresciuti del 74% in una settimana, ma rimangono comunque intorno alla metà dei livelli precedenti al conflitto.

Conseguenze per imprese e catene di fornitura

Le imprese importatrici e le supply chain che dipendono dal trasporto aereo devono affrontare tre elementi concreti: tariffe più alte, maggiori tempi di transito e costi aggiuntivi legati a supplementi operativi. Per merci ad alta priorità o deperibili l’impatto sui margini può diventare significativo.

Inoltre, anche regioni fisiologicamente lontane dall’epicentro della crisi avvertono gli effetti: l’Asia Pacifico, pur segnando segnali di ripresa dopo il Capodanno cinese (volumi +5%, tariffe +9%), subisce ricadute nei collegamenti verso Europa e Nord America a causa del ridisegno delle rotte e della pressione sui prezzi.

Da un punto di vista operativo, le compagnie stanno valutando tariffe flessibili, capacity pooling e l’uso di hub alternativi per mitigare il rischio. Le autorità di regolazione e gli operatori aeroportuali monitorano la situazione per garantire sicurezza e continuità.

In sintesi: il mercato del cargo aereo sta entrando in una fase di volatilità strutturale. Il carburante e le restrizioni allo spazio aereo restano i fattori determinanti nelle prossime settimane, con effetti concreti su costi e tempi di approvvigionamento per aziende e consumatori.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Harbours.net è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento