Banco BPM ha erogato un finanziamento di 55 milioni di euro a sostegno dell’acquisto della nuova nave targata Grimaldi, la Grande Inghilterra, la cui entrata in servizio è prevista per la primavera 2026. L’operazione mette in luce il ruolo del credito bancario nel rinnovamento della flotta e nella riduzione dell’impatto ambientale del trasporto marittimo.
Il prestito, della durata di dieci anni, finanzia una delle 17 unità di tipo car & truck carrier ordinate dal gruppo Grimaldi tra il 2022 e il 2023. L’insieme degli investimenti per quei nuovi scafi supera il miliardo e mezzo di dollari, una spinta significativa verso il ricambio tecnologico delle navi ro-ro.
La nuova nave si distingue per due caratteristiche operative che hanno pesato nella scelta del finanziamento: una capacità elevata e tecnologie orientate all’efficienza. La Grande Inghilterra avrà una capienza superiore alle 9.000 unità equivalente auto (CEU) e promette una riduzione del consumo di carburante pari a circa il 50% rispetto ai car carrier di generazione precedente.
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| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Finanziamento | 55 milioni di euro, durata 10 anni |
| Unità | Grande Inghilterra (car & truck carrier) |
| Capacità | Oltre 9.000 CEU |
| Consegna prevista | Primavera 2026 |
| Ordini complessivi | 17 navi (2022–2023); investimento > 1,6 miliardi di dollari |
| Efficienza | Consumi ridotti ~50% rispetto alla generazione precedente |
Secondo i manager di Banco BPM, l’operazione rientra in una strategia di finanziamento a lungo termine che privilegia progetti con ricadute ambientali ed operative misurabili. Mattia Mastroianni, responsabile corporate dell’istituto, ha sottolineato come il credito sia uno strumento per accompagnare la transizione della logistica marittima verso soluzioni più sostenibili.
Per Grimaldi, l’iniziativa è parte di un piano più ampio volto ad aumentare la capacità complessiva della flotta e a ridurne l’impronta ambientale. Diego Pacella, amministratore delegato del gruppo, ha definito l’acquisizione della nuova unità una tappa chiave per migliorare efficienza operativa e introduzione di tecnologie avanzate a bordo.
Perché conta oggi: il settore del trasporto di veicoli è sotto pressione sia per la domanda globale di movimentazione merci sia per normative ambientali sempre più stringenti. Navi più grandi ed efficienti possono abbassare i costi unitari di trasporto e ridurre le emissioni per veicolo trasportato, con effetti diretti sulla competitività delle rotte commerciali e sul bilancio energetico dell’industria marittima.
- Impatto ambientale: minori consumi e emissioni per unità trasportata.
- Economia di scala: più veicoli per viaggio riducono costi logistici.
- Finanza sostenibile: credito a lungo termine per asset con maggiore efficienza energetica.
Il finanziamento a Banco BPM e l’arrivo della Grande Inghilterra segnano dunque un esempio concreto di come istituti finanziari e operatori marittimi stanno coordinando investimenti per rispondere alle esigenze di mercato e alle sfide ambientali. Nei prossimi mesi sarà da osservare l’impatto operativo delle nuove unità sulle rotte di Grimaldi e sulle tariffe del trasporto auto a livello internazionale.









