Vela d’epoca prende nuova rotta con A.I.V.E.: cosa cambia subito per gli armatori

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L’Assemblea annuale dell’Associazione Italiana Vele d’Epoca, riunita allo Yacht Club Italiano, ha tracciato linee decisive per la tutela del patrimonio nautico e per il futuro delle regate classiche. Le scelte approvate oggi toccano aspetti pratici — regolamenti di stazza, restauri storici, formazione di nuove maestranze — che influiranno sulle competizioni e sulla conservazione delle imbarcazioni nei prossimi anni.

Nomine e riconoscimenti: due figure centrali per l’A.I.V.E.

L’assemblea ha ratificato la nomina a Soci Onorari di due personalità che hanno segnato il mondo della vela storica italiana. Il riconoscimento vuole sottolineare tanto il valore tecnico quanto l’impatto istituzionale di chi ha lavorato per conservare e promuovere questa tradizione.

Tra i premiati, Giorgio Balestrero è stato celebrato per il ruolo di riferimento tecnico e documentaristico: una carriera dedicata all’organizzazione di interventi filologici e alla consulenza su misure e stazza. A lui l’A.I.V.E. affida idealmente la memoria tecnica dell’associazione.

Giovanni Novi, già alla guida dello Yacht Club Italiano, è stato riconosciuto per aver ampliato l’orizzonte internazionale delle regate classiche e per aver promosso un’immagine della vela legata al valore storico e alla partecipazione diffusa.

Bilancio, soci e priorità operative

L’assemblea ha approvato il rendiconto annuale e ha presentato i nuovi ingressi nell’associazione, confermando una comunità in crescita tra armatori, restauratori e appassionati. Le risorse approvate sono state orientate principalmente verso progetti di formazione e programmi di tutela del legno d’epoca.

  • Finanziamento formazione: stanziamenti per corsi e tirocini dedicati ai maestri d’ascia.
  • Documentazione tecnica: archivi e catalogazione dei progetti storici per interventi di restauro.
  • Certificazione stazza: aggiornamento delle procedure per le competizioni, con effetti operativi già dal prossimo ciclo di regate.

Formazione e ricambio generazionale

Un tema ricorrente è stato il ricambio generazionale nei cantieri: senza nuove professionalità la manutenzione delle imbarcazioni in legno rischia di diventare insostenibile. Emiliano Parenti ha illustrato i piani dell’A.I.V.E. per incentivare percorsi formativi che trasformino appassionati in artigiani specializzati.

Il programma prevede corsi pratici, stage in cantieri storici e accordi con scuole professionali per garantire la trasmissione di tecniche tradizionali, dalla calafatura alla costruzione di elementi strutturali.

Restauri d’eccellenza: i casi di “Italia” e “Fantàsia”

La sessione tecnica ha raccontato due restauri emblematici di recupero filologico, entrambi basati su documentazione originale e interventi strutturali accurati.

8 Metri S.I. Italia: il restauro illustrato da Alessandro Maresca punta a restituire la configurazione progettuale originaria dell’imbarcazione medaglia d’oro a Kiel 1936, conciliando fedeltà storica e requisiti di navigazione moderna.

Fantàsia (1914): Daniele Metus ha descritto il complesso intervento su questo scafo centenario, realizzato da un gruppo di sette appassionati. Il lavoro ha ricostruito dettagli perduti e rinforzato la struttura, permettendo a “Fantàsia” di tornare in acqua dopo oltre un secolo.

Regolamento CIM 2026: trasparenza e uniformità nelle regate

Tra le novità più rilevanti, gli aggiornamenti al Regolamento CIM 2026 mirano a semplificare le procedure e a rendere più chiaramente leggibile la configurazione di riferimento degli scafi. Francesco Foppiano ha spiegato che, d’ora in poi, la configurazione annuale sarà riportata direttamente nei certificati di stazza: una misura che dovrebbe ridurre le controversie tecniche e favorire gare più eque.

Questa modifica avrà impatto diretto sugli equipaggi e sui comitati di regata, perché uniforma criteri di misurazione e consente confronti più immediati tra modelli e annate diverse.

Perché conta oggi

Le decisioni prese all’Assemblea non sono solo di natura formale: incidono sulla possibilità di mantenere in navigazione barche storiche e sulla competitività delle regate classiche. Investire in formazione e aggiornare le regole significa proteggere sia il valore culturale sia la dimensione sportiva del patrimonio nautico italiano.

Nel medio termine, una maggiore chiarezza regolamentare e la presenza di nuove competenze artigiane potranno rilanciare manifestazioni internazionali e attrarre giovani verso mestieri tradizionali oggi a rischio di scomparsa.

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