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Il celebre stabilimento navale di Fiume, noto come 3. Maj, ha un nuovo proprietario: la società slovena collegata a Daenico ha ottenuto il via libera allo scambio che promette di mantenere la produzione cantieristica sul posto. La cessione, formalizzata negli ultimi giorni, può segnare una svolta per l’economia locale ma richiederà ulteriori investimenti per riportare il cantiere a pieno regime.
Il Centro croato per la ristrutturazione e la vendita (Cerp) ha approvato all’unanimità l’offerta presentata da Iskra Brodogradilište per l’acquisto della società che gestisce il complesso navale fiumano. L’operazione è stata valutata in circa 6,7 milioni di euro e include l’impegno formale dell’acquirente a proseguire l’attività cantieristica nell’area.
La decisione e le garanzie richieste
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Ad annunciare l’esito della procedura è stato il vicepresidente del governo e ministro delle Finanze, Tomislav Čorić, che guida anche il consiglio di amministrazione del Cerp. Secondo il ministero, l’offerta soddisfa le condizioni indicate nel bando pubblico, compreso l’obbligo di mantenere le funzioni produttive del sito.
Il piano presentato dall’acquirente riconosce però la necessità di nuovi capitali per far ripartire pienamente la produzione, una richiesta già evidenziata anche in casi simili nella regione.
Impatto sui creditori e sugli ex dipendenti
La somma ricavata dalla vendita sarà trasferita alla procedura fallimentare del precedente complesso cantieristico, aperta lo scorso anno dopo la crisi dell’ex 3. Maj. L’accordo tra Stato e creditori stabilisce che i fondi serviranno a soddisfare parte dei debiti residui: tra le finalità indicate c’è anche il pagamento integrale per circa 300 ex lavoratori del cantiere.
- Oggetto della vendita: società che gestisce il cantiere 3. Maj a Fiume.
- Acquirente: Iskra Brodogradilište, parte dell’Iskra Group.
- Valore dell’operazione: circa 6,7 milioni di euro.
- Impegni: mantenimento dell’attività cantieristica e necessità di ulteriori investimenti.
- Destinazione dei proventi: procedura fallimentare e pagamenti a creditori ed ex dipendenti (circa 300).
Chi è l’acquirente e quale esperienza porta
Iskra Brodogradilište fa parte del gruppo Iskra, controllato dalla famiglia Šešok, che in anni recenti ha incrementato la propria presenza industriale in Croazia. Tra le acquisizioni citate dal gruppo figurano la fabbrica di cavi Elka (2021), la società Elmap di Spalato e il cantiere di Sebenico, dove sono già state avviate attività di rilancio.
Il governo considera l’esperienza di Sebenico un modello utile: se l’iniziativa lì ha dato risultati positivi, lo stesso approccio potrebbe facilitare il recupero produttivo anche a Fiume. Resta però il fatto che l’offerta vincolante per il cantiere di Fiume è stata l’unica ricevuta al termine della procedura di vendita lanciata lo scorso autunno, un dato che suggerisce mercato limitato e rischi residui.
Perché la notizia è importante oggi
La cessione entra in una fase chiave per la città: da oltre un secolo la cantieristica è parte dell’identità economica locale e la transazione potrebbe determinare lavoro e investimenti nel breve termine. Al contempo, la riuscita del rilancio dipenderà dalla capacità dell’acquirente di immettere risorse e ordinativi per il cantiere.
Nei prossimi mesi sarà cruciale verificare il cronoprogramma per il trasferimento dei fondi alla procedura fallimentare, l’effettivo pagamento degli ex dipendenti e l’avvio dei cantieri. L’attenzione rimane alta sia tra le istituzioni sia nella comunità locale, che osserva se l’operazione porterà a una vera ripresa o resterà un primo passo insufficiente.









