Arrestato fuggitivo condannato per tentato omicidio a Giarre

La Guardia di Finanza ha arrestato a Giarre Salvatore Chisari, 44 anni, latitante condannato per reati legati a una sanguinosa sparatoria mafiosa: la cattura aggiorna lo stato delle indagini e riduce il rischio che l’uomo possa tornare a rendersi irreperibile. L’operazione conferma l’attività investigativa sulle vicende del rione Librino di Catania con ricadute concrete per la sicurezza locale.

L’arresto è stato eseguito dal nucleo di polizia economico-finanziaria (PEF) di Catania insieme alla compagnia di Riposto: Chisari è stato trovato nascosto all’interno di una villa nel territorio di Giarre, dove si era rifugiato per sottrarsi all’esecuzione dei provvedimenti restrittivi.

Su di lui pendevano due provvedimenti esecutivi emessi a marzo. Uno riguarda una condanna definitiva a cinque anni e due mesi per tentato omicidio, riconducibile alla sparatoria dell’8 agosto 2020 a Librino, che causò due vittime e diversi feriti. L’altro provvedimento riguarda un’accusa di furto aggravato ai danni di un esercizio commerciale di San Giovanni la Punta.

  • Nome: Salvatore Chisari, 44 anni
  • Luogo dell’arresto: villa a Giarre
  • Forze intervenute: Guardia di Finanza – Nucleo PEF Catania e Compagnia di Riposto
  • Provvedimenti: due ordini di carcerazione emessi a marzo
  • Condanna principale: 5 anni e 2 mesi per tentato omicidio (sparatoria 8 agosto 2020)
  • Destinazione dopo l’arresto: carcere di Catania Bicocca

La vicenda del 2020, nata da contrasti tra gruppi criminali presenti in città, aveva attirato l’attenzione delle forze dell’ordine per la gravità dei fatti e per l’impatto sulla popolazione del quartiere. La conferma dell’esecuzione della pena definitiva passa ora per l’ingresso di Chisari nel carcere di Catania Bicocca.

Dal punto di vista operativo, l’arresto dimostra la continuità dei controlli sul territorio e la capacità degli investigatori di rintracciare latitanti anche dopo anni di irreperibilità. Per i residenti di Librino e delle aree limitrofe, il rientro in carcere di uno dei condannati può rappresentare un passo verso il ripristino della normalità.

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