L’Unione europea sta mettendo a punto un intervento normativo urgente per permettere agli Stati membri di sostenere i collegamenti marittimi di cabotaggio colpiti dall’impennata dei prezzi dell’energia: la palla passa ora alle autorità nazionali, che devono decidere se e come sfruttare la finestra regolatoria aperta per salvaguardare rotte e servizi essenziali verso le isole. La questione è rilevante oggi perché senza misure tempestive rischiano di saltare collegamenti fondamentali per la continuità territoriale e per lo spostamento modale dalla strada al mare.
Bruxelles ha proposto di integrare il quadro sugli aiuti di Stato previsto per il 2025 (il cosiddetto CISAF) con norme straordinarie mirate a rispondere alle forti oscillazioni dei prezzi energetici causate dall’attuale crisi geopolitica.
Nel testo, le misure specifiche per il settore marittimo riguardano in particolare lo short sea shipping intraeuropeo, ovvero quei servizi che garantiscono collegamenti costieri, linee interinsulari e le cosiddette Autostrade del Mare. L’obiettivo esplicito è evitare che l’aumento imprevisto dei costi dei carburanti comprometta la continuità e la sostenibilità economica di questi servizi.
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Dal punto di vista giuridico la Commissione invoca la possibilità di autorizzare regimi temporanei di aiuto ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE, pur mantenendo applicabili gli strumenti ordinari come il GBER e il de minimis.
Le principali caratteristiche previste dalla proposta possono essere riassunte così:
- Periodo di eleggibilità: dal 1° marzo al 31 dicembre 2026;
- Tipologie di intervento: sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, facilitazioni nei pagamenti e strumenti rimborsabili;
- Copertura dei costi: fino al 50% degli extra-costi del carburante rispetto a un benchmark storico riconosciuto; strumenti rimborsabili possono, in via eccezionale, coprire fino al 100% e essere convertiti in sovvenzioni entro il 30 giugno 2027;
- Esclusioni e deroghe: non sono ammessi aiuti a imprese già in difficoltà prima del 28 febbraio 2026, con una deroga per micro e piccole imprese non coinvolte in procedure concorsuali;
- Verifiche e recupero: possibili erogazioni anticipate basate su stime, seguite da verifiche ex post e da recupero delle somme non dovute entro sei mesi dal termine dell’eleggibilità.
Il regime dovrà essere notificato e dotato di un budget stimato, con riferimento al 31 dicembre 2026 per la valutazione complessiva. Queste garanzie mirano a coniugare rapidità di intervento e controllo sulla compatibilità con il mercato interno.
Per i decisori nazionali la porta è aperta: la Commissione ha già avviato la consultazione degli Stati membri nella speranza di chiudere l’iter entro fine mese. Se la proposta sarà approvata, i governi potranno rapidamente predisporre strumenti concreti per arginare l’impatto sui servizi marittimi di prossimità.
In ambito nazionale, l’Italia ha già adottato due decreti emergenziali sul caro carburanti; resta ora da vedere se e in che misura il Governo affiancherà a quelle misure interventi specifici per il cabotaggio, impiegando, ad esempio, risorse derivate dal sistema ETS o strumenti fiscali analoghi a quelli riservati ad altri settori.
Un altro elemento pragmatico da considerare è l’esperienza già maturata in alcuni Paesi: la Spagna, per prima, ha introdotto un regime simile con il decreto-legge n. 7/2026, che prevede aiuti diretti per linee di cabotaggio e interinsulari seguendo modalità già applicate in occasione del conflitto in Ucraina.
Quanto possono incidere queste misure sul campo? In uno scenario favorevole esse potrebbero:
- ridurre la pressione sui bilanci delle compagnie marittime che operano rotte brevi;
- mantenere frequenze e capacità di trasporto verso le isole e lungo le Autostrade del Mare;
- sostenere lo shift modale diminuendo il ricorso al trasporto su strada;
- limitare il rischio di interruzioni di servizio per imprese che sopportano costi energetici eccezionali.
Rimangono aperte questioni tecniche e politiche: la determinazione del benchmark di riferimento, la definizione puntuale delle soglie massime, e l’armonizzazione delle procedure di controllo tra Stati membri. Su questi punti si concentreranno le negoziazioni nell’immediato.
Per gli operatori e le autorità nazionali la timeline è breve: la consultazione comunitaria è in corso e l’adozione finale può arrivare entro settimane. Perciò, oltre a seguire l’evoluzione a Bruxelles, sarà fondamentale che i governi preparino rapidamente gli strumenti amministrativi e finanziari necessari a tradurre la norma europea in aiuti operativi e conformi alle regole comunitarie.









