Alla vigilia di possibili proteste, il porto di Salerno torna sotto i riflettori per una contestazione che potrebbe avere effetti immediati su centinaia di persone: il sindacato accusa l’Autorità di sistema portuale di aver rifiutato “illegittimamente” il contributo previsto dall’articolo 199 del Decreto Rilancio a favore della cooperativa di lavoro temporaneo Culp Flavio Gioia, decisione che — secondo i lavoratori — mette a rischio 110 famiglie e la regolarità delle banchine.
La disputa nasce dalla richiesta della cooperativa di ottenere un sostegno economico pensato per compensare il calo di avviamenti rispetto al periodo pre-pandemico, norma poi estesa per motivi straordinari anche agli anni 2023-2025. Cgil e Filt Cgil sostengono che l’Autorità abbia negato il contributo basandosi su un confronto tra il 2025 e il 2024, invece di prendere come riferimento il 2019; per il sindacato questa lettura «sbagliata» sarebbe contraria al testo legislativo.
Da parte sua il presidente dell’Adsp, Eliseo Cuccaro, respinge la lettura semplificata dei fatti: l’ente, dice, è chiamato a operare con prudenza nella gestione di risorse pubbliche e l’istruttoria deve valutare molte variabili previste dalla legge. La decisione — assicura — non è definitiva e l’Autorità ha invitato la cooperativa a fornire ulteriori elementi documentali per completare la valutazione, ribadendo che la tutela dei posti di lavoro rimane una priorità.
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Perché questa vicenda conta oggi? Se il sussidio non venisse riconosciuto, oltre all’impatto economico diretto sulle famiglie coinvolte, c’è il rischio di tensioni operative nel porto e di un’escalation conflittuale tra sindacati e istituzioni locali, con possibili ripercussioni sui servizi portuali e sulla reputazione dell’ente di gestione.
- Chi è coinvolto: Culp Flavio Gioia (cooperativa fornitrice di manodopera), Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Cgil e Filt Cgil.
- Norma centrale: articolo 199 del Decreto Rilancio (misure per compensare la perdita di avviamenti rispetto al 2019), poi esteso per emergenze internazionali fino al 2025.
- Richieste del sindacato: intervento del Prefetto di Salerno per aprire un tavolo di confronto e sollecito al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti a vigilare sull’operato dell’Adsp.
- Possibili azioni: mobilitazioni sindacali se la decisione non dovesse essere modificata, salvo una motivazione contabile chiara come l’assenza di capienza di bilancio.
La controversia tocca nodi giuridici e amministrativi che non si risolvono con slogan: la legge individua i criteri per l’erogazione del contributo e la loro applicazione richiede verifiche puntuali su dati di traffico e contabilità. I sindacati denunciano un errore di fondo nell’interpretazione temporale; l’Adsp risponde che l’analisi deve essere più ampia e che, al momento, rimane disponibile al dialogo.
La posta in gioco è concreta. Oltre all’immediato sostegno economico per i lavoratori della cooperativa, la vicenda può innescare un precedente su come le autorità portuali interpretano e applicano misure stanziate per crisi straordinarie. Per questo il sindacato chiede un intervento di garanzia da parte delle autorità statali, mentre l’ente invita alla calma e alla completezza dell’istruttoria.
Nei prossimi giorni sarà decisivo verificare due aspetti: se la Culp fornirà documentazione aggiuntiva utile a rivedere la decisione e se il Prefetto o il Ministero decideranno di convocare le parti per tentare una conciliazione prima di possibili iniziative di protesta. L’evoluzione del caso determinerà non solo l’esito per la cooperativa, ma anche la gestione futura di risorse pubbliche destinate a mitigare crisi economiche nei porti italiani.










