Wah Kwong punta su navi di nuova generazione: offre partnership agli armatori italiani

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Venture Ships Management Europe, la società genovese di shipmanagement tecnico recentemente passata sotto il controllo del gruppo Wah Kwong, ha assunto la gestione di due Ultramax: una mossa che rafforza la sua presenza nel mercato delle rinfuse secche e che arriva mentre il gruppo intensifica progetti su carburanti alternativi e cooperazioni internazionali. Per gli armatori italiani questo sviluppo apre spazi di dialogo su nuove partnership industriali e sul rinnovo delle flotte in chiave ambientale.

La società, nata dalla riorganizzazione dell’ex Crystal Pool e guidata dall’amministratore delegato Giovanni Puppo, ha ricevuto in gestione tecnica le due bulk carrier Ultramax Northern Venture e Eastern Venture, entrambe battenti bandiera di Hong Kong. Le navi sono state trasferite nella gestione genovese nelle ultime settimane e vanno ad aggiungersi a un portafoglio operativo in espansione.

Negli uffici di Genova oggi operano circa 20 persone: un team ridotto ma concentrato sulle attività di supervisione tecnica, formazione degli equipaggi e controllo operativo. Parallelamente, Vsme cura anche la gestione del traghetto ex Moby Zaza, riconvertito in casino galleggiante a Singapore e sotto la sua responsabilità dal 2023.

Cosa cambia per il mercato e per gli armatori italiani

Secondo i vertici del gruppo, l’integrazione di queste unità punta a mantenere elevati standard di sicurezza e affidabilità operativa, oltre a ottimizzare consumi e manutenzione attraverso una sorveglianza tecnica dedicata. Il messaggio rivolto al comparto nazionale è di apertura: Wah Kwong e Vsme sono pronti a cooperare con cantieri, leasing house e armatori locali su nuovi progetti navali.

Luigi Cafiero, chief operating officer del gruppo Wah Kwong e nuovo membro del consiglio direttivo di Assarmatori, ha sintetizzato così la strategia: il gruppo vuole porsi non solo come fornitore di servizi di shipmanagement, ma anche come partner industriale per iniziative comuni, inclusa la partecipazione a progetti di costruzione navale di ultima generazione.

  • Due Ultramax (Northern Venture, Eastern Venture) ora in gestione tecnica a Genova.
  • Team operativo in sede: circa 20 persone.
  • Gestione anche dell’ex Moby Zaza, convertita in casinò a Singapore.
  • Contatti consolidati con leasing house cinesi e cantieri navali; supervisione di oltre 80 navi in costruzione riferita dal gruppo.
  • Progetti su carburanti alternativi: sorveglianza della prima bettolina a metanolo per Shanghai e primo traghetto full electric in arrivo a Hong Kong.

Nel dare concretezza a queste affermazioni, Cafiero ha ricordato che il gruppo segue la realizzazione di numerose unità navali nei cantieri e collabora con istituzioni e operatori per rendere disponibili soluzioni di nuovo fuel. Di recente è stata inoltre avviata una società dedicata alla produzione e distribuzione di metanolo verde con l’obiettivo di favorire la nascita di corridoi marittimi a basse emissioni.

Per l’armamento italiano la proposta è chiara: aggregare competenze per sviluppare traffici di corto raggio e rinnovare il parco natante con tecnologie più pulite. A livello pratico, questo significa valutare joint venture, contratti di gestione e programmi congiunti di costruzione navale che mettano a sistema expertise europee e risorse finanziarie asiatiche.

Prospettive e criticità

L’ingresso di Vsme nella gestione di nuove unità è rilevante in un mercato dove la domanda di rinfuse rimane robusta, ma si accompagna alla necessità di adeguare navi e infrastrutture alla transizione energetica. I cantieri e le società di leasing cinesi rappresentano partner strategici, ma la reale incidenza sul tessuto produttivo italiano dipenderà dalla capacità di tradurre annunci e relazioni commerciali in contratti di cantiere e investimenti condivisi.

Se da un lato la disponibilità di esperienze tecniche e di accesso a carburanti alternativi può accelerare progetti verdi, dall’altro il settore deve affrontare tempi di costruzione, costi e normative ambientali in evoluzione. Resta quindi cruciale il ruolo di organismi come Assarmatori nel fare emergere priorità e facilitare dialoghi tra istituzioni, armatori e cantieri.

In sintesi: l’assunzione in gestione delle due Ultramax da parte di Vsme è un segnale concreto di rafforzamento operativo e di volontà di internazionalizzazione del gruppo Wah Kwong. Per gli operatori italiani rappresenta un’opportunità — ma anche una sfida — per collaborazioni industriali che mirino al rinnovo della flotta e all’adozione di soluzioni energetiche più sostenibili.

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