Confindustria chiede cambio della guida europea: duro affondo a von der Leyen al forum sul mare

Genova — La crescente instabilità nel Golfo e il blocco nello Stretto di Hormuz spingono al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda direttamente bollette, approvvigionamenti e posti di lavoro: la risposta europea alla crisi energetica e logistico-commerciale. Al convegno di Confindustria sulla blue economy sono emerse richieste nette di intervento, a partire dalla sospensione immediata del ETS, considerate decisive per mitigare l’impatto sui costi industriali.

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha attaccato duramente la gestione dell’esecutivo comunitario, criticando la lentezza delle contromisure rispetto a una crisi che rischia di diventare strutturale. Orsini ha collegato la tensione mediorientale alle difficoltà nelle catene di approvvigionamento e ai rincari energetici che già si vedono sui bilanci aziendali e sugli scaffali.

Dal palco è arrivato anche l’appello del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, che ha chiesto «misure immediate» per affrontare la crisi energetica, ribadendo la necessità di sospendere l’ETS per evitare effetti autolesionisti sulla logistica europea.

Mario Zanetti, delegato Confindustria per l’economia del mare, ha delineato il quadro economico: la lunga catena del mare si conferma centrale e vulnerabile, con ripercussioni reali su costi, tempi di consegna e disponibilità delle materie prime. Per Zanetti, rafforzare la competitività del sistema-paese nel settore marittimo è una misura preventiva contro shock futuri.

Numeri alla mano, il rapporto Confindustria‑BCG consegna uno spaccato chiaro dell’importanza del comparto.

Voce Valore
Valore della blue economy italiana 216 miliardi di euro
Incidenza sul Pil 11,3%
Occupazione diretta 1,1 milioni di persone
Crescita della filiera (2022‑23) +16% (a valori correnti)
Blue economy UE: valore aggiunto 250,7 miliardi di euro
Occupati in UE 4,82 milioni

Il report sottolinea come quattro Paesi — Germania, Francia, Italia e Spagna — concentrino la maggior parte del valore aggiunto e dell’occupazione nella blue economy europea. L’Italia si distingue per un presidio equilibrato di comparti strategici: cantieristica, trasporto marittimo e turismo costiero, con rilevanti quote di mercato nella shipbuilding & repair e nella logistica marittima.

  • Fragilità delle filiere: interruzioni come quelle nel Golfo mettono sotto stress trasporti e timing delle forniture.
  • Pressione sui costi: energia e materie prime si trasferiscono immediatamente sui bilanci delle imprese.
  • Politiche richieste: misure strutturali e coordinamento comunitario, inclusa la sospensione temporanea dell’ETS.

La tensione sui mercati cambia velocemente: Orsini ha ricordato il cambio euro‑dollaro e l’effetto sui prezzi, mentre Rixi ha avvertito che una reazione frammentata dell’Europa sarebbe dannosa per l’intera catena logistica.

Alla conferenza, aperta da un videomessaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sono intervenuti oltre ai già citati relatori il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, la sindaca di Genova Silvia Salis e il presidente della Regione Liguria Marco Bucci. L’appello condiviso è stato chiaro: servono scelte rapide per proteggere imprese, posti di lavoro e l’accessibilità delle forniture.

Se la crisi nel Medio Oriente dovesse protrarsi, gli esperti avvertono che l’effetto non resterà limitato al breve termine. Le decisioni prese nelle prossime settimane a Bruxelles potrebbero determinare non solo l’andamento dei prezzi dell’energia ma anche la resilienza industriale dell’Europa negli anni a venire.

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