Uljanik venduto: Kuzey Star rileva il cantiere di Pula

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Un accordo recente segna il passaggio di controllo del cantiere navale di Pula: il gruppo turco Kuzey Star ha firmato per l’acquisto della maggioranza di Uljanik Brodogradnja 1856, con l’obiettivo di rilanciare la produzione e aggiornare tecnologie e formazione. La trattativa riapre il dibattito sul futuro industriale dell’area e sulle garanzie per lavoratori e risorse pubbliche.

Accordo firmato, ma trasferimento condizionato

Il contratto prevede la cessione del 97,13% della società che ha ereditato le attività sopravvissute al precedente fallimento del gruppo croato, per un corrispettivo di circa 12 milioni di euro. La firma è arrivata tra il direttore del Centro croato per la ristrutturazione e la vendita (CERP), Milan Plećaš, e il presidente di Kuzey Star, Tuncay Imral, dopo la scelta dell’acquirente avvenuta nei primi giorni di settembre. Il passaggio definitivo delle quote verrà perfezionato solo al verificarsi delle condizioni previste dal contratto.

Impegni industriali e vincoli pubblici

Per scongiurare la conversione dell’area a fini immobiliari, il governo di Zagabria ha imposto che la nuova proprietà mantenga le attività cantieristiche e di riparazione sull’area in concessione. Kuzey Star ha annunciato investimenti in tecnologie, formazione del personale e nella transizione ecologica, con piani per sviluppare anche navi ibride a minore impatto ambientale.

Bacini e gru nello spazio in concessione del cantiere di Pula
La superficie in concessione dove dovranno restare le attività cantieristiche.

Il ministro dell’Economia, Ante Šušnjar, ha commentato che la privatizzazione potrebbe segnare l’avvio di una nuova fase per la cantieristica croata, in continuità con operazioni analoghe già compiute in passato su altri stabilimenti nazionali.

Numeri chiave dell’operazione

  • Quota ceduta: 97,13% di Uljanik Brodogradnja 1856
  • Prezzo d’acquisto: 12 milioni di euro
  • Superficie in concessione: oltre 660.000 m²
  • Occupati nello stabilimento: circa 220 dipendenti diretti + ~50 esterni
  • Perdite 2025: 2,9 milioni di euro
  • Disavanzo accumulato (5 anni): ~19,7 milioni di euro
  • Passività segnalate: ~16,5 milioni (esclusi gli anticipi clienti)
  • Prestito statale autorizzato: fino a 1 milione di euro per la continuità operativa
  • Valutazione complessiva stimata (inclusi obblighi): circa 30 milioni di euro

Bilancio in sofferenza: rischi e impegni

Nonostante le promesse di rilancio, i numeri contabili dell’ultimo esercizio mostrano una situazione finanziaria pesante: una perdita annuale e un disavanzo pluriennale che hanno reso necessaria l’autorizzazione di un prestito temporaneo da parte dello Stato per permettere la continuità operativa durante la transazione.

Il ministro Šušnjar ha indicato una stima complessiva dell’operazione intorno ai 30 milioni, includendo gli impegni che l’acquirente dovrà assumere per la riqualificazione dello stabilimento e la tutela dell’attività.

Cosa cambia per lavoratori e filiera

Lo stabilimento impiega oggi circa 220 addetti diretti, più una cinquantina di persone impiegate da aziende in appalto. Le organizzazioni sindacali lamentano la mancanza di informazioni chiare su contratti, salari e prospettive di lungo periodo.

Operai di cantiere al lavoro su una imbarcazione in riparazione
Personale e subfornitori che costituiscono l’occupazione diretta e indiretta dello stabilimento.

Dal canto suo, la direzione del cantiere, rappresentata da Samir Hadžić, assicura che la quasi totalità del personale — il 99% — manterrà il posto e che non sono previsti tagli salariali; anzi, sono state ipotizzate nuove assunzioni in vista dell’ampliamento delle attività.

Perché questa operazione conta ora

Il trasferimento di Uljanik a una società turca con base produttiva nell’UE ha diverse implicazioni pratiche: garantisce la presenza di capacità cantieristiche nel territorio croato, condiziona l’uso dell’area portuale, e richiama investimenti tecnologici e ambientali che possono avere ricadute sulla competitività regionale.

Allo stesso tempo, la persistente fragilità finanziaria della società rende cruciale il rispetto degli obblighi assunti dall’acquirente e il monitoraggio pubblico sugli sviluppi occupazionali e sugli investimenti promessi.

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