Ferrovie: stop di Europlasma mette in pericolo assemblaggio Tgv e treni merci

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La crisi che coinvolge Europlasma rischia di tagliare un pezzo cruciale dell’industria ferroviaria francese: Valdunes, ultimo produttore nazionale di ruote e assali per treni ad alta velocità, è alla ricerca di un nuovo acquirente mentre lo Stato cerca di evitare un collasso occupazionale. La liquidazione della storica fonderia di Caudan ha già mostrato quanto siano fragili alcune filiere strategiche.

Intervento pubblico e situazione immediata

Il ministro delegato all’Industria ha confermato a Dunkerque che sono in corso contatti con possibili compratori per Valdunes, ma al momento non ci sono garanzie di successo. Lo Stato ha destinato un finanziamento temporaneo di 3 milioni di euro per coprire gli stipendi dei circa 200 dipendenti, con l’obiettivo di mantenere la stabilità fino a fine anno.

Incontro istituzionale in un ufficio, rappresenta contatti con potenziali acquirenti
Autorità e sindacati cercano soluzioni per Valdunes.

L’esecutivo si è detto pronto ad affiancare la trattativa, coordinando servizi pubblici e ministero, ma ha anche riconosciuto l’incertezza: la finestra per un accordo solido è stretta e il tempo per trovare un investitore credibile non è illimitato.

Chi è coinvolto e perché conta

Valdunes opera su due stabilimenti nel Nord della Francia — uno vicino a Dunkerque e l’altro nella zona di Valenciennes — e fornisce componenti usati sia sui TGV sia su convogli regionali e merci. La perdita di questa capacità produttiva avrebbe effetti a catena sulla manutenzione e sulla logistica del parco rotabile nazionale.

Acquisita all’inizio del 2024 da Europlasma dopo l’uscita dell’azionista cinese MA Steel, l’azienda doveva beneficiare di un piano di rilancio che prevedeva investimenti privati e prestiti pubblici. Secondo i rappresentanti sindacali, quei fondi non sono arrivati come promesso, cosa che ha accelerato la crisi industriale e sociale nei siti coinvolti.

La liquidazione della Fonderie de Bretagne

La recente decisione del tribunale commerciale di Lorient di liquidare la storica fonderia di Caudan — nata nel 1966 e specializzata in componenti in ghisa per sospensioni — ha aggravato il quadro. La fonderia, acquistata anch’essa da Europlasma con promesse di investimento e diversificazione produttiva, non è mai tornata a pieno regime.

I sindacati definiscono la chiusura «un dramma umano e industriale» e indicano responsabilità sia nell’ex proprietà sia nelle scelte di politica industriale. Il ministero aveva già espresso delusione per la mancata ripartenza e ammesso che all’epoca le alternative erano limitate.

Numeri chiave

  • Circa 200 dipendenti interessati presso Valdunes.
  • 244 posti di lavoro persi con la liquidazione della Fonderie de Bretagne.
  • 3 milioni di euro stanziati dallo Stato per i salari a Valdunes.
  • Piani di rilancio iniziali prevedevano investimenti privati pari a 15 milioni e prestiti pubblici di analogo importo.

Rischi per la sovranità industriale

Il caso solleva una domanda centrale per la politica industriale: come conservare competenze e impianti strategici in presenza di gruppi in difficoltà finanziaria? Per il settore ferroviario la perdita di produttori nazionali di componentistica critica significa dipendere maggiormente da forniture estere, con possibili impatti su tempi di consegna e autonomia nelle manutenzioni.

Linea di produzione con ruote ferroviarie in fabbrica, illustra capacità produttiva strategica
Perdere capacità produttiva nazionale può aumentare la dipendenza dalle importazioni.

Europlasma, azienda che aveva ampliato la sua attività dalla depurazione a settori sensibili come difesa e ferroviario, ha dichiarato perdite consistenti e «forti tensioni di cassa». Alcune cessioni di rami d’azienda, tra cui attività legate alla difesa, sono state tentate senza raggiungere fino ad ora risultati conclusivi.

Cosa può succedere ora

Le opzioni sul tavolo includono la vendita a un investitore industriale, proposte di ricapitalizzazione o, in assenza di acquirenti, il rischio di chiusura definitiva degli stabilimenti. Il governo punta a guadagnare tempo per trovare una soluzione sostenibile, ma gli addetti ai lavori e i sindacati chiedono certezze rapide per evitare nuove ondate di disoccupazione.

Per i viaggiatori e gli operatori ferroviari le implicazioni non sono immediate eclatanti, ma a medio termine la mancanza di capacità produttiva nazionale può tradursi in ritardi nelle forniture di pezzi di ricambio e in una maggiore esposizione a fluttuazioni dei mercati internazionali.

Nei prossimi mesi sarà importante monitorare: l’esito delle trattative per Valdunes, eventuali interventi finanziari aggiuntivi e il destino degli altri asset di Europlasma. La posta in gioco non è solo occupazionale, ma riguarda la resilienza della filiera industriale francese in settori definiti strategici.

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