Mostra sommario Nascondi sommario
Da Bologna prende avvio la prima prova italiana del Digital Automatic Coupling (DAC), la tecnologia europea che promette di cambiare la gestione dei treni merci collegando elettricamente e digitalmente i carri. Questo esperimento non è solo un test tecnico: apre scenari concreti su efficienza, sicurezza e integrazione logistica in un Paese che punta a potenziare i corridoi internazionali.
La dimostrazione, presentata nel contesto di un incontro pubblico sulla logistica d’impresa, ha mostrato il primo convoglio italiano dotato di DAC, frutto di mesi di ricerca e sperimentazione a livello europeo. L’obiettivo è trasformare operazioni tradizionalmente manuali — accoppiamento, alimentazione elettrica lungo il treno, e scambio di dati — in processi automatizzati e interoperabili.
Che cos’è il DAC e cosa cambia
CargoBeamer rafforza i corridoi merci: maggior capacità tra Germania, Italia e Francia
Algeria: gli sviluppi chiave da seguire oggi
Il DAC è un accoppiamento automatico che integra connessioni elettriche e digitali tra i carri. In pratica, oltre a unire meccanicamente i vagoni, crea una rete di alimentazione e comunicazione lungo tutto il convoglio, permettendo di monitorare parametri, distribuire energia e pilotare alcune funzioni da remoto.

Questa evoluzione ha ricadute pratiche immediate: procedure di manovra più rapide, minori interventi a terra, maggior controllo sui sistemi di bordo e una base tecnica per future soluzioni di trazione ibrida o elettrica diffusa.
Chi è coinvolto
La sperimentazione è guidata da operatori italiani e partner europei impegnati nei programmi di ricerca ferroviaria. Il Gruppo FS, attraverso la controllata responsabile della logistica, coordina la dimostrazione italiana, lavorando con imprese del suo gruppo e con l’operatore interportuale di Bologna per l’integrazione e la validazione delle tecnologie.

- Automazione delle manovre: accoppiamento/disaccoppiamento più veloce e sicuro.
- Rete di bordo: alimentazione elettrica condivisa tra i carri e canali per lo scambio dati.
- Monitoraggio e diagnostica: raccolta dati per manutenzione predittiva e ottimizzazione operativa.
- Interoperabilità europea: standardizzazione che facilita collegamenti internazionali e interportuali.
La presentazione ha inoltre messo in luce il ruolo delle infrastrutture e della cooperazione tra porti, terminal e ferrovia per sostenere filiere produttive regionali e internazionali, tema particolarmente sentito in Emilia-Romagna.
Ruoli e responsabilità (in breve)
| Attore | Compito principale |
|---|---|
| Gruppo FS / FS Logistix | Coordinamento della demo italiana e integrazione tecnologica |
| Mercitalia (Intermodal, Rail, Shunting & Terminal) | Preparazione operativa, test in esercizio e validazione |
| Interporto Bologna | Piattaforma logistica per test e sviluppo dei flussi intermodali |
| Programmi europei (Europe’s Rail JU) | Finanziamento e coordinamento della ricerca (progetti di riferimento) |
Dal punto di vista regolatorio e industriale, la sperimentazione italiana rientra in iniziative finanziate a livello europeo che mirano a definire standard condivisi per l’intera filiera ferroviaria.
«Portare a Bologna un treno demo con DAC è una tappa concreta nell’adozione di tecnologie europee», ha sottolineato la dirigente alla guida della divisione logistica del gruppo ferroviario nazionale, richiamando la necessità di collaborazione tra imprese, industria e ricerca. Per il presidente dell’interporto locale, l’evento segna invece un passaggio importante nel percorso di digitalizzazione e rafforzamento della funzione di hub della città.
In parallelo alla dimostrazione tecnica, è stato rilanciato un progetto di collegamento merci ferroviario tra Bologna e Marcianise — presentato come una soluzione alternativa all’aumento dei costi del carburante per le imprese — che punta a spostare volumi dalla strada alla rotaia e a rafforzare i corridoi logistici nazionali.
Sul piano pratico, lo sviluppo del DAC interessa operatori, spedizionieri e imprese manifatturiere, perché incide sui tempi di transito, sui costi di manovra e sulla sostenibilità delle catene di fornitura. Nei prossimi mesi i test a Bologna forniranno dati utili per capire tempi, costi e difficoltà di adozione su scala più ampia.
La sperimentazione conferma che la modernizzazione del trasporto merci su rotaia non è più solo ricerca di laboratorio: è diventata una priorità operativa con impatti immediati sulle reti logistiche e sui modelli di business del settore.












