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Paura e sollievo a San Cataldo: dopo circa ventuno ore di apprensione, due sorelle di 12 e 8 anni sono state ritrovate sane e salve all’interno di un negozio nel centro della città. Il ritrovamento chiude un giorno di ricerche intense, ma lascia aperti dubbi sulle circostanze della scomparsa e sulle responsabilità locali.
Il ritrovamento e le condizioni delle bambine
Le ragazzine, identificate come Benedetta (12 anni) e Domitilla (8 anni), sono state individuate nel pomeriggio da volontari della protezione civile mentre si trovavano all’interno di un esercizio commerciale gestito da persone di origine cinese. Dopo le prime verifiche sono state trasportate in ospedale per accertamenti: le fonti ufficiali riferiscono che stanno bene.
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Secondo i soccorritori, le bambine hanno detto di aver dormito nel negozio durante la notte. Non è ancora chiaro se siano rimaste nascoste consapevolmente, se nessuno si sia accorto della loro presenza al momento della chiusura o se altri fattori abbiano consentito loro di restare all’interno senza essere viste.
Le indagini in corso
I carabinieri hanno ascoltato numerosi testimoni e acquisito le registrazioni delle telecamere lungo Corso Vittorio Emanuele, l’ultimo punto in cui le due erano state viste la sera precedente. Il padre, Alessandro Costanza, è stato sentito a lungo in caserma e aveva in precedenza lanciato un appello sui social per chiedere aiuto.

- Ore della scomparsa: intorno alle 20:00, mentre si trovavano in Corso Vittorio Emanuele.
- Tempo trascorso: circa 21 ore prima del ritrovamento.
- Chi le ha trovate: due volontari della protezione civile, dopo segnalazioni raccolte nel quartiere.
- Accertamenti: le bambine sono state visitate in ospedale e risultano in buone condizioni.
- Atto d’indagine: acquisizione di filmati di videosorveglianza e audizione di testimoni, compresa la titolare del negozio.
Cosa è emerso dalla testimonianza del padre
Costanza, separato e padre di sei figli, aveva dichiarato di aver lasciato le figlie nei pressi di casa per andare a comprare il pane insieme a un altro figlio di dieci anni. Al suo ritorno, le bambine non erano rientrate. Ha inoltre raccontato che la più grande non possedeva un cellulare perché guasto.
La coppia dei genitori, secondo quanto risulta, era stata coinvolta in un procedimento nel 2023 con denunce per presunti maltrattamenti che avevano portato a un temporaneo affidamento dei figli a una comunità: sono elementi acquisiti dagli inquirenti che restano oggetto di valutazione senza pregiudizi.
Reazioni e contesto cittadino
Il sindaco di San Cataldo ha pubblicamente chiesto collaborazione ai cittadini invitando chiunque avesse informazioni a contattare le forze dell’ordine. Il caso ha mobilitato rapidamente la comunità locale, con volontari e residenti che hanno scandagliato il quartiere prima dell’esito positivo.
Il ritrovamento pone però questioni pratiche sulla gestione degli spazi commerciali e sulla sicurezza in aree urbane molto frequentate: come è possibile che due minori restino inosservate per ore all’interno di un negozio chiuso? La domanda è al centro delle verifiche in corso.
Implicazioni e prossimi passi
Le indagini proseguono per ricostruire la dinamica precisa dell’accaduto. Gli accertamenti puntano a chiarire:
- se e quando il negozio sia stato chiuso con le bambine all’interno;
- quali persone abbiano avuto contatti con le minori nelle ore precedenti;
- se le immagini di videosorveglianza confermino gli spostamenti e gli orari rilevanti.
Per i residenti resta la necessità di risposte rapide: oltre al sollievo per l’esito favorevole, il caso riapre il tema della tutela dei minori e del ruolo delle istituzioni locali nella prevenzione e nella pronta reazione a episodi di allarme pubblico.












