L’aumento degli scambi commerciali spinge la Tanzania a rafforzare la sua rete ferroviaria: il principale intervento riguarda il terminal a secco di Isaka, destinato a ricevere ulteriori convogli e carri per smaltire i volumi crescenti. La mossa ha implicazioni immediate per i paesi senza sbocco al mare dell’Africa orientale, che potrebbero alleggerire la dipendenza dal porto di Dar es Salaam.
La richiesta di espansione è arrivata dall’investitore privato che gestisce il terminal, Ghalib Said Mohamed, e la Tanzania Railways Corporation sta ora valutando l’introduzione di nuovi treni e materiali rotabili. Oggi Isaka è raggiunta da tre convogli in partenza da Dar es Salaam; l’aumento di capacità mirerebbe a trasformarla in un hub più autonomo per il transito merci.
Cosa cambia per i paesi dell’entroterra
Secondo la direzione della TRC, una maggiore dotazione di treni a Isaka permetterebbe a operatori di Rwanda, Burundi, Repubblica democratica del Congo e Uganda di spedire merci senza dover far necessariamente tappa al porto di Dar es Salaam. Sul piano pratico questo potrebbe ridurre tempi di transito e costi logistici, oltre a decongestionare la linea costiera.
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Il progetto si inserisce nella strategia nazionale per potenziare sia la rete a scartamento metrico sia quella a scartamento standard, con interventi anche su altri terminal e aree logistiche del Paese.
| Terminal | Intervento previsto | Obiettivo |
|---|---|---|
| Isaka | Nuovi treni e carri, ampliamento capacità | Hub regionale per merci |
| Kwala | Espansione area di stoccaggio | Potenziamento transhipment |
| Morogoro | Modernizzazione infrastrutture | Migliorare connessioni interne |
| Mwanza | Ampliamento terminal | Supportare traffico lacustre e ferroviario |
| Kigoma | Ottimizzazione operativa | Integrare rotte verso il bacino del Lago Tanganica |
Gli effetti attesi, in sintesi:
- maggiore capacità di smistamento merci a Isaka;
- riduzione della necessità di transito via Dar es Salaam per i paesi senza costa;
- potenziale miglioramento dei tempi logistici e riduzione dei costi per le filiere regionali;
- rafforzamento dei collegamenti tussen reti a differenti scartamenti.
Il direttore generale della TRC, Machibya Shiwa, ha collegato gli investimenti alla domanda reale del mercato e ha indicato il partenariato pubblico-privato come uno dei cardini per sostenere il traffico e la crescita economica regionale. L’approccio prevede che il settore pubblico faciliti le infrastrutture mentre attori privati partecipino alla gestione e all’operatività.
Restano da definire i dettagli finanziari e i tempi di attuazione: per trasformare Isaka in un vero hub logistico servono risorse per materiale rotabile, personale e collegamenti stradali di supporto. Se realizzata, l’operazione potrebbe modificare in modo significativo le rotte commerciali terrestri nell’Africa orientale.











