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Il governo indiano ha autorizzato tre interventi ferroviari di ampio respiro destinati a potenziare i corridoi merci e alleggerire il carico sulle linee esistenti: si tratta di progetti che mirano a rilanciare la capacità di trasporto e a ridurre emissioni e importazioni energetiche nei prossimi anni. Questa svolta torna rilevante oggi perché influenza catene di approvvigionamento chiave per carbone, cemento e acciaio e punta a cambiare i flussi logistici entro il biennio 2029‑2030.
Il Comitato di Gabinetto per gli Affari Economici, presieduto dal Primo Ministro Narendra Modi, ha dato il via libera a tre lavori multibinario per un investimento complessivo di circa 107,83 miliardi di rupie (poco meno di 1 miliardo di euro). L’obiettivo dichiarato è aumentare il traffico merci di circa 27 milioni di tonnellate all’anno entro il 2029‑30, alleggerendo colli di bottiglia e migliorando l’efficienza dei trasporti su rotaia.
India lancia programma ferroviario da oltre 970 mln€ su tre corridoi per sbloccare il traffico merci
Container bloccati: ritardi nelle consegne e rischio rincari
- Linee interessate: quarta linea Kharagpur–Jharsuguda (Bagdehi); quarta linea Katni–Pendra Road; terza linea Bilaspur (Uslapur)–Pendra Road.
- Estensione complessiva: circa 656 km distribuiti su 14 distretti tra West Bengal, Jharkhand, Odisha, Madhya Pradesh e Chhattisgarh.
- Materie prime coinvolte: principalmente carbone, cemento, ferro e acciaio — segmenti strategici per l’industria pesante e l’energia termica.
L’intervento rientra nel quadro del piano nazionale PM Gati Shakti, pensato per integrare infrastrutture e snellire la logistica. In termini pratici, aggiungere binari in corrispondenza di tratte sovraccariche dovrebbe permettere treni più lunghi, minori tempi di attesa per il transito e una maggiore regolarità dei servizi merci.
Impatto su economia ed ambiente
Le autorità stimano benefici concreti oltre alla capacità incrementata: una riduzione delle importazioni di petrolio di circa 120 milioni di litri e un taglio delle emissioni pari a circa 620 milioni di kg di CO2. Tradotto: spostare merci dalla strada alla ferrovia può abbassare costi energetici e l’impronta carbonica del trasporto su scala significativa.

Per le imprese del settore minerario e manifatturiero la novità è pratica: minori tempi di consegna e costi logistici più stabili possono rendere le catene di approvvigionamento più competitive. A livello regionale, i cantieri e la maggiore connettività dovrebbero generare attività economica nei distretti interessati.
Prossimi passi e variabili da monitorare
I progetti ora approvati entreranno nella fase di progettazione esecutiva e appalto; saranno necessari permessi locali, acquisizioni di suolo e procedure ambientali prima dell’avvio materiale dei lavori. La piena realizzazione degli obiettivi dipenderà da scadenze di cantiere, gestione finanziaria e coordinamento tra ministeri e autorità ferroviarie.
Da seguire nei prossimi mesi: l’apertura delle gare d’appalto, il calendario dei lavori e le prime analisi sull’effetto immediato sui flussi di traffico. Per i settori che dipendono dalle materie prime trasportate su queste tratte, la decisione rappresenta oggi un segnale di cambiamento delle infrastrutture logistiche nazionali.











