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La Fondazione che gestisce il patrimonio teatrale antico di Siracusa resta senza il suo sovrintendente: Daniele Pitteri ha presentato le dimissioni al consiglio d’amministrazione il 7 agosto, a meno di diciotto mesi dalla nomina. La scelta apre interrogativi immediati sulla governance della stagione culturale e sui progetti in corso, mentre la direzione dell’ente dovrà decidere rapidamente i passi successivi.
Pitteri era stato selezionato a seguito di un bando pubblico e nominato nel marzo 2025 dal ministero della Cultura. Il suo addio arriva dopo un rapporto segnato da attriti con la consigliera delegata, Marina Valensise, e da ripetute tensioni interne che, secondo ambienti vicini alla Fondazione, avevano già spinto il sovrintendente a tentare di dimettersi in due precedenti occasioni.
Un profilo professionale consolidato
Curatore, saggista e organizzatore di eventi, Pitteri porta con sé un curriculum che include collaborazioni con istituzioni di primo piano nel settore culturale: la Biennale di Venezia, il Premio David di Donatello e l’Istituto Francese di Napoli. È docente universitario a La Sapienza di Roma e si è specializzato in comunicazione e marketing per beni e attività culturali.
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Questa esperienza è stata uno dei fattori decisivi nella sua selezione, ma non è bastata a superare le frizioni organizzative che hanno caratterizzato l’esperienza alla guida della Fondazione.
Cosa cambia ora per la Fondazione
Le dimissioni hanno ricadute pratiche immediate: programmazione degli spettacoli, rapporti con partner e sponsor, e il lavoro preparatorio per le stagioni future possono subire rallentamenti se non viene nominata una direzione temporanea. Il consiglio d’amministrazione e il ministero dovranno valutare se accettare le dimissioni, indicare un commissario o avviare una nuova procedura di selezione.
- 7 agosto 2026 – Dimissioni presentate al cda dell’INDA.
- Marzo 2025 – Nomina di Pitteri tramite bando promosso dal ministero.
- Cause – Tensioni funzionali con la consigliera delegata, secondo fonti interne.
- Impatto operativo – Possibile incertezza su programmazione e rapporti istituzionali fino alla nomina di un sostituto o di un commissario.
La vicenda mette al centro il tema della chiarezza nei ruoli di governance delle fondazioni culturali: sovrintendenze e deleghe devono convogliare verso obiettivi condivisi per evitare che dissidi interni compromettano attività rilevanti per il territorio e per il calendario culturale nazionale.
Nei prossimi giorni è probabile che il consiglio d’amministrazione si pronunci ufficialmente e che il ministero della Cultura segua l’evolversi della situazione. L’esito influirà non solo sull’organizzazione immediata, ma anche sulla percezione pubblica della capacità della Fondazione di gestire un patrimonio teatrale di rilievo storico e artistico.
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