Acqua per Ponza: gara per i rifornimenti via mare resta senza offerenti

La gara bandita da Acqualatina per il trasporto via mare di acqua potabile verso Ponza, del valore di 12,728 milioni di euro, è andata deserta. La mancata partecipazione lascia aperte questioni pratiche e temporali su come garantire rifornimenti regolari all’isola nei prossimi mesi.

La procedura prevedeva un contratto biennale (un anno più eventuale proroga) per il trasporto con navi cisterna di un volume annuo complessivo di 440.000 metri cubi. I punti di consegna indicati nel capitolato erano diversi punti dell’isola — tra cui Centro Scogliera, Cala Inferno, Cala dell’Acqua e Palmarola — con un picco stagionale atteso in agosto, pari a circa 78.000 metri cubi.

Acqualatina, società a maggioranza pubblica che gestisce il servizio idrico nel sud del Lazio, ha pubblicato un avviso informando dell’esito nullo della gara. Non è stato reso noto il motivo per cui gli operatori interessati — tra questi in passato la joint venture Vemar, controllata da Vetor e Marnavi — non hanno presentato offerte.

Voce Dettaglio
Importo a base d’asta 12,728 milioni di euro
Durata prevista 24 mesi (1 anno + eventuale proroga)
Fornitura annua 440.000 m³ con picco mensile previsto in agosto (~78.000 m³)
Aree servite Ponza (più possibilità di fornire anche per Ventotene e il Golfo di Gaeta alle stesse condizioni)

Perché la notizia è importante ora: la sospensione del procedimento d’appalto espone l’isola a rischi concreti di approvvigionamento, soprattutto nella stagione estiva quando la domanda aumenta per la presenza di turisti. La situazione impone rapide decisioni sul piano operativo ed economico.

  • Rischi immediati: possibili ritardi nelle forniture, aumento dei costi in caso di approvvigionamenti straordinari e stress sulla gestione idrica locale.
  • Opzioni pratiche per Acqualatina: riaprire la gara con condizioni modificate, ricorrere a procedure di affidamento d’urgenza, o avviare negoziazioni dirette con operatori navali.
  • Implicazioni politiche e sociali: la questione può rapidamente diventare tema di pressione pubblica, specie nei comuni isolani più dipendenti dalle forniture marine.

La trasparenza sulle motivazioni che hanno portato all’assenza di offerte sarà cruciale per capire come procedere. Acqualatina dovrà valutare tempi e modalità per assicurare continuità del servizio e contenere impatti economici sui cittadini.

Seguiranno aggiornamenti se e quando l’ente comunicherà le mosse successive o se verranno avviate procedure alternative per garantire l’approvvigionamento idrico dell’isola.

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