Mostra sommario Nascondi sommario
Giovedì 26 giugno il Cantiere della Memoria delle Grazie a Porto Venere ha festeggiato dieci anni di attività con una serata sul lungomare e a bordo della goletta Oloferne. La ricorrenza mette sotto i riflettori un piccolo museo che, con iniziative recenti e strumenti digitali, sta trasformando la cura delle tradizioni marinare in un progetto partecipato e attuale.
La festa — patrocinata dal Comune di Porto Venere — ha unito volontari, storici, artigiani e visitatori che in un decennio hanno raccontato e conservato memorie del mare: dalle attrezzature dei maestri d’ascia agli episodi di navigazione d’altura, fino alle battaglie ambientali locali.
Un archivio vivo nato da un quaderno d’epoca
E-truck: Europa rischia il sorpasso da Cina e Usa, obiettivo 25% entro 2030
Drewry: report prevede aumento delle tariffe marittime, allarme per importatori
Il Cantiere è nato il 26 giugno 2016 per iniziativa di Corrado Ricci e Jole Rosa, con sede iniziale in un locale che si affaccia sul porto antico delle Grazie. L’idea è partita dal ritrovamento di un manoscritto del 1876 scritto dal bisnonno di famiglia, appunti e disegni che hanno acceso l’urgenza di custodire le competenze e gli oggetti della cantieristica tradizionale.
Pietro Ricci, carpentiere navale e custode di quelle memorie fino alla sua scomparsa nel 2020, ha fornito la collezione originaria: attrezzi mostrati nell’allestimento curato da Gigi Roveda che hanno fatto da leva per ampliare ricerche e racconti.
Come è cresciuto il progetto
Nel corso degli anni il Cantiere ha documentato storie che attraversano territori e decenni: emigrazione di equipaggi, spedizioni celebri, imprese di navigatori solitari e battaglie per la tutela del mare nel Golfo della Spezia. Dal 2018 è entrato stabilmente tra i progetti dell’associazione La Nave di Carta APS, promotrice della vela sociale e ideatrice del Museo Navigante, rete che valorizza la marineria italiana.
- 10 anni di attività e oltre cento eventi organizzati.
- Più di 2.000 visitatori che hanno lasciato il loro segno nel libro degli ospiti.
- 2023: trasformazione in museo multimediale grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura.
- Coinvolgimento diretto di 40 studenti dell’IIS Capellini‑Sauro nella realizzazione di audioguide e pannelli sonori, coordinati da Giorgio Pagani di Sfelab.
- Restauro di imbarcazioni storiche come Nella, con ricadute sociali attraverso progetti con Caritas, Cisita e Cantiere Valdettaro.
La multimedialità introdotta nel 2023 ha cambiato il rapporto tra oggetti e pubblico: strumenti esposti ora «parlano», raccontano il loro uso e il processo di costruzione di una barca in legno, rendendo la visita più accessibile e didattica per i giovani.
Tra recupero e inclusione sociale
Il restauro di piccole barche storiche è diventato il banco di prova per attività di inclusione: laboratori e cantieri didattici hanno coinvolto persone in situazione di fragilità, trasformando la tutela del patrimonio in un’opportunità di integrazione concreta.
Questi interventi hanno inoltre contribuito a rinsaldare reti locali tra associazioni, scuole e istituzioni, consolidando il ruolo del Cantiere come presidio culturale del territorio.
Perché questa iniziativa conta oggi
In un’epoca in cui la memoria territoriale rischia di disperdersi, il modello del Cantiere della Memoria dimostra che anche realtà piccole possono produrre impatto culturale duraturo, combinando artigianato, ricerca e strumenti digitali. La scommessa è trasferire competenze pratiche e conoscenze storiche alle nuove generazioni, evitando che si perdano i saperi del mare.
Corrado Ricci ricorda che tutto è nato da oggetti e appunti familiari, ma che la portata delle storie emerse ha valicato confini locali: alcune vicende arrivano fino alla Georgia, altre intrecciano rotte con la Croazia o l’Atlantico. Per il Cantiere la sfida è mantenere viva questa rete di memorie, non semplicemente conservarla come repertorio statico.
Progetti in cantiere
Tra i prossimi passi è previsto un percorso dedicato a Giuseppe Garibaldi e al suo legame con il Varignano delle Grazie, pensato e realizzato con il contributo delle nuove generazioni. L’obiettivo resta quello di far dialogare storia, didattica e partecipazione civica.
Il decimo compleanno del Cantiere ha dunque significato più di una celebrazione: è stato un punto di verifica su quanto già realizzato e su come trasformare la conservazione del passato in un presidio culturale dinamico per il futuro.












