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Fincantieri accelera la sua espansione nel settore subacqueo: ha annunciato l’acquisizione della maggioranza di quattro società italiane, in un’operazione che cifra l’investimento iniziale intorno a 600 milioni di euro. La mossa punta a creare un polo integrato che unisca navi, sensori, droni e sistemi di comunicazione per mercato civile e difesa.
Con queste integrazioni il gruppo intende consolidare competenze lungo tutta la catena del valore del comparto underwater, dal supporto alle infrastrutture offshore ai servizi di sorveglianza e comunicazione subacquea, mirando a sfruttare sinergie commerciali e di prodotto.
Chi entra nel gruppo
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- Next Geosolutions – società quotata su Euronext Growth Milan e finora controllata da Marnavi: opera nelle survey marine, geoscienze e supporto alle costruzioni offshore con circa quindici navi, tra cui unità di proprietà.
- WSense – scaleup focalizzata sulle comunicazioni subacquee e sull’Internet of Underwater Things, tecnologia strategica per il monitoraggio e la connettività in mare.
- Graal Tech – specialista nello sviluppo di droni subacquei autonomi per ispezioni e operazioni in acque profonde.
- Defcomm – aziende che produce droni autonomi di superficie, utili per operazioni di sorveglianza e supporto alle attività offshore.
Fincantieri ha precisato che manager e azionisti chiave delle realtà acquisite resteranno coinvolti, reinvestendo quote significative per garantire continuità industriale e mantenere le competenze tecniche all’interno del gruppo.
Numeri chiave e previsioni
| Voce | Valore |
|---|---|
| Ricavi settore underwater (2025) | 667 milioni di euro (6,7% del gruppo) |
| Ricavi pro-forma (2026) | oltre 1,1 miliardi di euro |
| Ebitda pro-forma (2026) | circa 220 milioni di euro |
| Contributo all’utile di gruppo | oltre 60 milioni di euro (a breve termine) |
| Ricavi previsti | 1,4 mld (2028) • 1,8 mld (2030) |
| Margine Ebitda UW (pro-forma) | 19,2% (2026) • 21% (2028) • 23% (2030) |
| Contributo al risultato netto (2030) | ~130 milioni di euro |
Secondo le stime diffuse, le acquisizioni anticiperebbero di quattro anni gli obiettivi previsti dal piano industriale per il segmento subacqueo, con un impatto stimato sull’Ebitda e sull’utile netto del gruppo rispettivamente pari a +13% e +40% rispetto agli obiettivi 2026.
Perché conta oggi
Lo scenario globale spinge verso soluzioni integrate per la protezione delle infrastrutture sottomarine, la sicurezza marittima e la gestione di reti energetiche offshore. Rafforzando competenze in sensori, piattaforme autonome e connettività, Fincantieri punta a intercettare domanda crescente sia dal mondo civile sia dalla Difesa, valorizzando tecnologie a natura dual-use.
L’operazione offre inoltre vantaggi immediati sul piano commerciale (cross-selling), tecnico (sviluppo congiunto dei prodotti) e industriale (economie di scala e di scopo), elementi che possono accelerare l’adozione delle nuove soluzioni sul mercato internazionale.
Assetto organizzativo e strategia
Le quattro società verranno integrate nel polo subacqueo di Fincantieri, che diventerà un operatore internazionale composto da otto aziende leader nei rispettivi ambiti. L’approccio dichiarato è quello di unire hardware, software e telecomunicazioni per offrire soluzioni end-to-end.
Per il mercato significa un aumento dell’offerta tecnologica italiana nel comparto underwater e la possibilità di competere su commesse complesse che richiedono sistemi integrati, dal monitoraggio dei cavi sottomarini alla sorveglianza di piattaforme offshore.
Per ora Fincantieri non ha dettagliato le tempistiche complete di integrazione operativa, ma l’annuncio indica una tendenza chiara: il gruppo considera il segmento subacqueo uno snodo strategico per la crescita industriale dei prossimi anni.












