Il segretario regionale del Pd Sicilia ha chiesto oggi un’accelerazione dei confronti con le forze alleate per costruire una proposta comune in vista delle prossime regionali: una strategia che punta a sfruttare l’esito delle amministrative e a presentare un’alternativa compatta al centrodestra. La partita riguarda non solo i nomi, ma il metodo di selezione del candidato e la definizione di una piattaforma programmatica condivisa.
La richiesta è stata formalizzata durante la direzione regionale del partito, riunita questa mattina a Termini Imerese e presieduta da Cleo Li Calzi. Il segretario Anthony Barbagallo ha sottolineato la necessità di trasformare i confronti settimanali — avviati in vista delle amministrative — in un percorso stabile e inclusivo che prepari la coalizione alle sfide regionali.
Tra i punti esaminati dall’organismo anche l’analisi del voto delle ultime comunali, la campagna sul tema del diritto di restare e i bilanci per il 2024-2025, illustrati dal tesoriere Alfredo Rizzo. L’orientamento politico emerso è chiaro: costruire una coalizione ampia, ma con una base programmatica solida e condivisa.
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Barbagallo ha rilanciato l’idea che il centrodestra non goda più automaticamente della maggioranza nell’isola, affermando la necessità per il Pd di tenere insieme il fronte alternativo e di proporre un modello che si distingua per prassi e contenuti rispetto all’attuale centrodestra regionale.
- Metodo: proposta di primarie come strumento per la scelta del candidato presidente della Regione.
- Piattaforma: elaborare un programma unitario incentrato sulle priorità siciliane.
- Ascolto: avviare una campagna di consultazione con parti sociali, associazioni e categorie produttive.
- Apertura: coinvolgere nuove realtà politiche e soggetti della società civile.
- Trasparenza finanziaria: rendere conto dei bilanci 2024-2025 discussi in direzione.
Secondo il segretario, il modello di governo che la coalizione dovrebbe proporre dovrà porre al centro temi come sostenibilità, giustizia sociale e politiche per ridurre le disuguaglianze: elementi visti come precondizione per attrarre elettori moderati e progressisti.
La proposta delle primarie viene presentata come un elemento di metodo: non soltanto una procedura per scegliere il candidato, ma uno strumento per consolidare la partecipazione e mettere alla prova l’unità del campo alternativo. Restano però questioni pratiche da risolvere, a cominciare dai tempi e dalle regole condivise con gli eventuali alleati.
Questo il quadro politico in breve: il Pd punta a trasformare la rete di incontri in una coalizione competitiva, ma il successo dipenderà dalla capacità di tradurre gli intenti in accordi concreti e in una piattaforma realmente condivisa.
Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori incontri tra i partiti del centrosinistra per definire procedure, calendario e contenuti della consultazione pubblica annunciata dal segretario.










