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La Marina Dorica di Ancona ha fatto da teatro alla nona edizione della Sailing Chef, manifestazione che fonde vela d’altura e cucina di bordo in una prova quanto mai selettiva: vento sostenuto, ingredienti locali e giudici attenti hanno deciso il destino della flotta. L’evento, inserito nel programma di Tipicità in Blu, ha riconfermato il suo ruolo nel promuovere la blue economy e i prodotti del territorio marchigiano.
Organizzata con metodo e continuità dagli ideatori e dai responsabili locali, la manifestazione ha puntato quest’anno sulla valorizzazione delle filiere corte e sulla sostenibilità, attirando equipaggi e chef da diverse realtà nazionali.
Il maestrale che ha cambiato la gara
La giornata è stata segnata da un vento teso di maestrale: condizioni iniziali intorno ai 18 nodi, con un progressivo incremento fino a raffiche vicine ai 25 nodi. Onde corte e frequenti forzature del vento hanno reso la navigazione tecnica e la gestione di bordo particolarmente impegnativa.
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Per tutelare la sicurezza degli equipaggi e prevenire rischi legati alla manipolazione di liquidi bollenti e agli utensili in situazione di forte sbandamento, gli organizzatori hanno deciso di spostare la fase finale della prova culinaria all’interno del porto, dove le imbarcazioni hanno potuto allestire le cucine in condizioni più sicure.
Ingredienti locali e creatività in equilibrio
Prima della partenza ogni equipaggio ha ricevuto una “mystery box” con prodotti a chilometro zero, preparata dai partner dell’iniziativa per mettere alla prova capacità tecniche e originalità gastronomica degli chef. La proposta culinaria doveva raccontare il territorio pur lavorando in spazi ristretti e dopo lo sforzo della regata.
- Partner principali: Coldiretti Marche, Coop Alleanza 3.0, Campagna Amica e Food Brand Marche
- Alcuni degli ingredienti forniti: tagliatelle, sardoni del Conero, granchi blu, calamari, carciofi, fave, patate, olio extravergine locale, mortadella, pecorino e agretti
- Criteri di valutazione usati dalla giuria: sapore, originalità, capacità di valorizzare il territorio e presentazione
La necessità di cucinare in porto non ha diminuito la qualità: gli chef hanno sfruttato materie prime semplici per proporre piatti tecnici e radicati nella tradizione marchigiana.
Chi ha vinto: risultati e verdetti
La classifica riflette sia la capacità agonistica sia l’esito della prova di cucina combinata. In campo velico e nella graduatoria finale ha prevalso l’imbarcazione Morris, un Grand Soleil 44 condotto da Mauro Bellavigna, che si è aggiudicata la regata pura e ha poi mantenuto il primato nella classifica complessiva OVERALL.
Al secondo posto si è piazzato Ringhio I (Bavaria 38 Match), mentre il terzo gradino del podio è andato a Fitz Roy (Salona 40). Sul fronte culinario, il riconoscimento più alto è stato assegnato allo chef di bordo di Nena (Elan 333), che ha trasformato gli ingredienti della scatola in una preparazione apprezzata per rispetto della tradizione e tecnica esecutiva.
| Pos. | Imbarcazione | Modello | Armatore | Punteggio compl. |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Morris | Grand Soleil 44 | Mauro Bellavigna | 19,9 |
| 2 | Ringhio I | Bavaria 38 Match | Riccardo Refe | 18,7 |
| 3 | Fitz Roy | Salona 40 | La Perla del Conero | 17,2 |
| 4 | Juanita | Este 39 | Paolo La Face | 16,6 |
| 5 | Nena | Elan 333 | Renzo Burattini | 15,2 |
Oltre al risultato sportivo, la giornata ha offerto uno spaccato concreto su come promuovere filiere locali e pratiche sostenibili legate al mare, ribadendo il valore degli appuntamenti che uniscono cultura nautica e gastronomia.
Gli organizzatori hanno già annunciato l’intenzione di tornare con una nuova edizione: la formula, che mette al centro cura del prodotto e abilità a bordo, sembra aver trovato un seguito stabile tra partecipanti e pubblico.











