Presidente commissione antimafia querela attivista di Our Voice: bufera sul movimento

La presidente della Commissione nazionale antimafia, Chiara Colosimo, ha depositato una querela contro l’attivista Jamil El Sadi dopo il suo intervento pubblico a Palermo del 19 luglio, durante le celebrazioni per l’anniversario della strage di via D’Amelio. La vicenda riapre oggi il dibattito su libertà di espressione e responsabilità istituzionale, con possibili ripercussioni sul confronto politico intorno alle indagini sulle stragi del 1992.

L’azione legale è stata resa nota dall’associazione Our Voice, di cui El Sadi è esponente, che sostiene di aver criticato le scelte investigative della commissione nel corso della manifestazione promossa dal movimento delle «Agende rosse» guidato da Salvatore Borsellino.

Secondo Our Voice, la querela arriva in reazione a osservazioni pubbliche di natura politica e non intimidisce l’associazione: in una nota si afferma il diritto di esprimere valutazioni critiche verso chi ricopre incarichi istituzionali e si esclude che il confronto democratico possa essere sostituito da azioni legali.

  • Data dell’episodio: 19 luglio 2025, Palermo.
  • Atto: querela presentata da Chiara Colosimo.
  • Imputato: Jamil El Sadi, rappresentante di Our Voice, presente alla manifestazione delle Agende rosse.
  • Oggetto della critica: presunte scelte investigative della commissione sulle stragi del 1992.
  • Replica dell’associazione: rivendicazione del diritto alla critica politica e fiducia nella magistratura.

Our Voice ha inoltre richiamato la recente affermazione del «NO» al referendum come elemento che, a loro dire, rafforza l’autonomia della magistratura rispetto al potere politico. La stessa associazione ha dichiarato di rendere pubblica la notizia per difendere la propria posizione e per evitare che l’episodio venga vissuto come un tentativo di silenziare il dissenso.

Per ora non sono stati resi noti i capi d’accusa specifici contenuti nella querela: spetterà alla magistratura valutare i fatti e il testo delle dichiarazioni rese in piazza, verificando se rientrino nel legittimo ambito del diritto di critica politica o se configurino un illecito perseguibile penalmente.

La vicenda assume rilevanza pubblica perché mette in luce il delicato equilibrio tra il ruolo delle commissioni d’inchiesta, la trasparenza sulle indagini sensibili e lo spazio di critica consentito ai cittadini e alle associazioni. Nei prossimi giorni gli sviluppi dell’istruttoria e le eventuali memorie delle parti chiariranno i contorni della disputa.

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