Risarcimento negato alla donna travolta: giudice ritiene la vittima distratta

Dopo oltre quattro anni di processo il tribunale di Caltanissetta ha assolto la donna alla guida coinvolta in un grave investimento avvenuto l’11 marzo 2019 in un cortile condominiale. La sentenza, pronunciata dal giudice monocratico Giuseppina Figliola, respinge anche le richieste risarcitorie avanzate dai familiari della vittima e ridisegna le conseguenze pratiche per la compagnia assicurativa.

La vicenda riguarda un episodio che aveva provocato ferite molto serie alla pedone, poi sottoposta a tre interventi chirurgici e a un lungo percorso di riabilitazione. Nel processo penale l’imputata era accusata di lesioni stradali gravissime, ma il tribunale ha ritenuto insufficienti gli elementi a carico.

Fattori decisivi in aula, secondo le difese, sono stati i dati tecnici e la ricostruzione del comportamento della persona investita: la registrazione della cosiddetta scatola nera dell’auto ha indicato una velocità molto bassa — inferiore a 10 km/h — mentre la difesa ha sostenuto che la pedone potrebbe essersi distratta utilizzando il cellulare.

  • Data dell’incidente: 11 marzo 2019
  • Luogo: cortile condominiale, Caltanissetta
  • Accuse in sede penale: lesioni personali stradali gravissime
  • Esito del processo: assoluzione dell’imputata
  • Indennizzo già corrisposto: Axa ha pagato transattivamente oltre 180.000 euro
  • Richieste civili respinte: il marito e i tre figli chiedevano circa 250.000 euro, domande rigettate
  • Difese in aula: avv. Rosario Di Proietto (imputata) e avv. Rosario Didato (Axa)

Nel corso del dibattimento, durato più anni, il tribunale ha accolto integralmente le argomentazioni presentate dalle parti difensive e ha dunque rigettato le pretese avanzate come parti civili da marito e figli della persona ferita.

La decisione mette in luce alcuni elementi di rilievo per futuri casi simili: il peso probatorio dei dati registrati dai veicoli, la valutazione della condotta del pedone e i confini tra responsabilità penale e oneri risarcitori in sede civile. A livello pratico, l’esito libera la compagnia assicurativa dall’obbligo di ulteriori versamenti richiesti dalla famiglia.

Restano però in evidenza le conseguenze umane dell’incidente: la vittima ha subito fratture multiple alla gamba sinistra, tre interventi chirurgici e un lungo periodo di degenza e fisioterapia, fatti che erano stati al centro della richiesta risarcitoria. La sentenza chiude il procedimento penale, ma solleva interrogativi operativi su come prova tecnica e testimonianze vengano valutate nei casi di investimento in aree private.

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