Sanlorenzo sbarca alla Biennale di Venezia: installazione Waves in mostra

Con WAVES, la cantieristica italiana entra direttamente nel ruolo di curatrice: non una semplice sponsorizzazione, ma la prima mostra concepita e prodotta da Sanlorenzo Arts, che trasforma il rapporto tra nautica, arte e ricerca in un progetto autonomo e strutturato. L’esposizione, ospitata a Casa Sanlorenzo durante la 61ª Biennale di Venezia, mette in chiaro perché questo passaggio conta oggi: ridisegna i confini del lusso culturale e allarga il campo d’azione dei brand nel contemporaneo.

Dietro l’operazione c’è una strategia che consolida anni di collaborazioni artistiche e di design, traducendole in una proposta curatoriale stabile. Per Sanlorenzo, l’obiettivo non è più soltanto costruire imbarcazioni d’eccellenza, ma contribuire in prima persona alla produzione di contenuti culturali originali, con un linguaggio che unisce artigianato, tecnologia e pensiero critico.

Massimo Perotti, alla guida dell’azienda, vede il mare come una scuola pratica di equilibrio e trasformazione: questa idea — il confronto continuo tra controllo e variabilità — diventa il filo rosso del percorso espositivo, che esplora l’onda come figura di energia e relazione.

WAVES è curata da Sergio Risaliti e Cristiano Seganfreddo, i quali declinano il tema dell’onda su piani diversi: dal movimento fisico alla modulazione delle forme, fino alla dimensione tecnologica e cosmica. L’esposizione mette a confronto opere del Novecento e interventi contemporanei in spazi che vanno dagli interni al giardino, includendo anche il ponte pedonale di Casa Sanlorenzo.

Al centro del dialogo artistico compaiono nomi storici e contemporanei: sculture di Alexander Calder, tracce di Lucio Fontana e lavori di Fausto Melotti sono messe a confronto con autori come Tony Cragg e Christine Safa, che rielaborano il tema della metamorfosi e della fluidità in chiave attuale.

La mostra si sviluppa anche attraverso interventi site-specific: Marcello Maloberti trasforma il ponte in un dispositivo di risonanza sensoriale, mentre Friedrich Andreoni lavora sul giardino con installazioni che combinano suono, natura e forma.

  • Curatori: Sergio Risaliti, Cristiano Seganfreddo
  • Luogo: Casa Sanlorenzo, sestiere Dorsoduro (Venezia)
  • Periodo: 6 maggio – 28 giugno 2026
  • Artisti in evidenza: Alexander Calder, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Tony Cragg, Christine Safa, Marcello Maloberti, Friedrich Andreoni
  • Elementi distintivi: interventi site-specific, collaborazione con una figura scientifica e paesaggio olfattivo

Una componente che sposta il discorso oltre il concreto è la presenza dell’astrofisica Ersilia Vaudo Scarpetta, chiamata a collegare il concetto di onda alle vibrazioni cosmiche, alla luce e alle onde gravitazionali. L’accostamento rende il tema più ampio, suggerendo un’analogia tra i fenomeni marini e quelli dell’universo.

All’esperienza visiva e sonora si aggiunge una dimensione olfattiva curata da Xerjoff: il fondatore Sergio Momo ha ideato una fragranza per WAVES — con accenti agrumati, note ozoniche e sfumature ambrate — pensata per richiamare il continuo movimento tra superficie e profondità.

In un momento in cui Venezia è ancora sul filo della sua fragilità e resilienza, questa iniziativa segnala un cambiamento più ampio nel mondo del lusso e della cultura: la produzione artistica diventa un ambito in cui i marchi investono risorse e visione, non solo immagine e sponsorizzazione. Per il pubblico, significa trovare nuove forme di dialogo tra pratiche creative, scienza e design navale.

La mostra sarà accessibile al pubblico dal 6 maggio al 28 giugno 2026 presso Casa Sanlorenzo, offrendo a visitatori e operatori culturali un punto di osservazione su come il settore nautico interpreti oggi il ruolo di produttore culturale.

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