Amerigo Vespucci salpa per il giro del mondo 2026: tappe e date principali

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L’Amerigo Vespucci è tornata in mare dopo un profondo intervento di manutenzione a La Spezia e il 9 maggio salperà dal Porto Antico di Genova per la campagna in Nord America del 2026. La spedizione non è solo una traversata: rappresenta l’Italia negli eventi legati al 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti e mette in mostra la formazione, la tradizione navale e la diplomazia culturale del Paese.

La partenza ufficiale segna la fine di dieci mesi di lavori intensi e l’inizio di un itinerario che toccherà porti principali di Stati Uniti e Canada, con tappe già confermate a Baltimora, Boston, New York e Québec. Gli allievi della Marina saliranno a bordo alla fine di giugno a Baltimora; nel frattempo la nave ha lasciato gli scali di La Spezia per dirigersi verso Genova, scortata e manovrata con l’ausilio dei rimorchiatori locali.

Durante la navigazione che l’ha portata fuori dai bacini di carenaggio, l’equipaggio ha completato le ultime operazioni di routine: controllo delle funi, protezione dei metalli dall’umidità marina e ripristino degli interni. A bordo sono presenti circa 240 persone, tra ufficiali, personale di macchina e supporto logistico; gli allievi si uniranno per la campagna d’addestramento.

Spazi e vita a bordo

Il comandante Nicasio Falica e il suo secondo, Giuseppe Valente, hanno illustrato alcune aree chiave del veliero: il quadrato ufficiali, la sala del consiglio, il giardinetto di poppa e i locali di comando. Più in basso, i comparti condivisi offrono spazi pratici per la vita quotidiana: cucina e mensa, il quadrato allievi e il forno dove si preparano pane e focacce per l’equipaggio.

La nave dispone anche di un’infermeria attrezzata, concepita come piccolo ospedale di bordo, con capacità diagnostiche e servizi di telemedicina, oltre a un ambulatorio dentistico che consente interventi anche durante la traversata.

Valente descrive la routine con semplicità: sveglia di buon’ora, riunione mattutina per coordinare il lavoro e poi turni ben definiti per manutenzione e operazioni di bordo. “Poco tempo libero”, sintetizza, perché il veliero richiede attenzione costante: dai ponti alla cura degli ottone.

I lavori a La Spezia

I cantieri dell’Arsenale Marittimo della Spezia hanno ospitato l’Amerigo Vespucci per circa dieci mesi, compresi quattro mesi in bacino di carenaggio. Le operazioni hanno riguardato interventi significativi sulla struttura dello scafo — tra cui la ripresa della chiodatura sulle lamiere in acciaio — e lo smontaggio completo del timone per verifica e riparazione.

Parallelamente si sono svolti lavori sugli alberi: manutenzione straordinaria sul trinchetto e sul bompresso, con interventi ordinari su maestra e mezzana. Alcune imbarcazioni ausiliarie sono state ricostruite ex novo, mentre sono state aggiornate le sistemazioni destinate all’Accademia Navale per aumentare i posti disponibili agli Allievi.

  • Durata sosta: 10 mesi (4 in bacino)
  • Interventi principali: carpenteria sullo scafo, smontaggio timone, manutenzione alberi
  • Nuove imbarcazioni: ricostruzione di due palischermi e della baleniera
  • Capacità imbarcazione: equipaggio circa 240 persone; imbarco Allievi previsto fine giugno a Baltimora

Il programma nordamericano 2026

Il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026” si inserisce nelle celebrazioni per il 250° anniversario degli Stati Uniti. La nave parteciperà a SAIL250, il raduno internazionale di grandi velieri e unità navali, con tappe confermate a Baltimora, Boston e New York.

A New York il veliero sarà presente all’evento clou, l’International Naval Review 250, previsto per il 4 luglio 2026. In Canada l’Amerigo Vespucci è attesa al Rendez-vous naval de Québec dal 23 al 26 luglio 2026, partecipando alla settima edizione della manifestazione.

La campagna è promossa dal Ministero della Difesa e dalla Marina Militare e prodotta da Difesa Servizi S.p.A., con l’obiettivo di coniugare formazione degli Allievi e presenza istituzionale nei principali appuntamenti navali internazionali.

Per il comandante Falica guidare il veliero è «un dovere che unisce responsabilità e orgoglio»: nonostante l’età — la nave è un’imbarcazione storica con quasi un secolo di servizio — la sua efficienza è ancora garantita dall’impegno quotidiano dell’equipaggio. Il motto che accompagna il Vespucci, adottato nel 1978, resta un riferimento per la missione: “Non chi comincia ma quel che persevera”.

La crociera nordamericana del 2026 promette quindi di essere una vetrina per la tradizione marittima italiana, un’opportunità formativa per i futuri ufficiali e un momento di visibilità internazionale per la Marina Militare.

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