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La possibile tregua tra operatori del porto di Genova si allontana: l’istruttoria sull’acquisizione del Terminal San Giorgio da parte del Gruppo Messina (con il partner Msc) subirà un prolungamento, mentre emergono richieste di risarcimento fra terminalisti e autorità. La sospensione delle decisioni chiave mette in sospeso la riorganizzazione degli spazi e le scelte sugli investimenti portuali.
Perché la decisione viene rinviata
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L’Autorità garante della concorrenza ha concesso più tempo perché il compratore ha comunicato l’impossibilità di consegnare entro i termini richiesti tutti i dati necessari per completare l’istruttoria. Secondo la notifica dell’azienda, le informazioni richieste sono numerose e richiedono elaborazioni complesse, dunque non saranno disponibili prima della scadenza fissata.
Il procedimento, riavviato dall’Antitrust dopo un precedente stop deciso dal Tar su ricorso del gruppo Grimaldi, era in corso da quasi tre anni: il rinvio sposta la chiusura dell’esame di almeno un mese, con nuova scadenza ora indicata per la fine di maggio.
Il contesto giudiziario e amministrativo
La pratica non è solo tecnica: ha radici in un contenzioso che ha coinvolto più attori e organi di controllo. La revoca parziale delle condizioni iniziali e il ritorno alla fase istruttoria hanno riaperto questioni delicate sulla concorrenza e sulla compatibilità delle nuove concessioni con il piano regolatore portuale.
Nel frattempo, il clima nello scalo resta teso: la revisione delle concessioni, voluta dall’Autorità di sistema portuale guidata da Matteo Paroli come passo verso una maggiore stabilità, rischia di essere rimandata finché non si chiariscono gli esiti dell’indagine.
Il nodo economico: la richiesta di PSA
Parallelamente all’istruttoria sull’acquisizione, spunta un altro fronte di conflitto. Secondo quanto riportato dall’edizione genovese di Repubblica, il gruppo singaporiano PSA avrebbe avanzato una richiesta di risarcimento nei confronti dell’Autorità di sistema portuale per danni stimati intorno ai 50 milioni di euro.
La rivendicazione è legata al cosiddetto caso “Spinelli”: nel 2018 l’ente rilasciò un titolo concessorio a un altro operatore (Genoa Port Terminal) che, sempre secondo PSA, avrebbe consentito attività di movimentazione container in contrasto con il piano regolatore, creando concorrenza irregolare verso i terminal del gruppo singaporiano.
Accordo Adsp–PSA e clausole di salvaguardia
Nei giorni scorsi Adsp e PSA hanno firmato un’intesa per rimodulare la concessione di PSA a Pra’. L’accordo prevede che il gruppo terminalistico rinunci a impugnazioni pendenti e a «effetti delle sentenze» solo dopo un periodo transitorio di alcuni mesi dalla sottoscrizione della nuova concessione.
Allo stesso tempo, l’intesa non esclude che PSA adotti iniziative cautelari volte a evitare la decadenza di diritti procedurali o altre preclusioni: una formula che lascia aperta la porta a mosse legali mirate a tutelare posizioni formali, pur rinunciando ad azioni più ampie dopo il periodo previsto.
Implicazioni pratiche per il porto
Il rinvio e le tensioni legali hanno effetti concreti:
- incertezza sugli investimenti infrastrutturali e sui piani operativi dei terminal;
- possibili ritardi nelle modifiche alle concessioni che Mirano a riallocare traffico e spazi;
- rischio di allungamento dei tempi decisionali per nuovi accordi commerciali e per i partner internazionali;
- impatto sul piano di “pacificazione” promosso dall’Autorità portuale per stabilizzare i rapporti tra operatori.
Chi sono i protagonisti e cosa chiedono
| Soggetto | Posizione attuale | Richiesta principale |
|---|---|---|
| Gruppo Messina / Msc | Ha notificato difficoltà a fornire dati complessi richiesti dall’istruttoria | Proroga dei termini per l’istruttoria sull’acquisizione del Terminal San Giorgio |
| Antitrust | Ha riavviato l’esame dopo il pronunciamento del Tar | Valutare la compatibilità dell’operazione con il mercato e la concorrenza |
| PSA | Ha siglato un accordo con Adsp ma mantiene opzioni cautelari | Richiesta di risarcimento (circa 50 milioni) per il cosiddetto “caso Spinelli” |
| Adsp Genova | Ha firmato l’intesa con PSA per la revisione della concessione | Riorganizzare le concessioni e contenere i contenziosi |
Prospettive
Se la proroga verrà confermata, la decisione definitiva sull’acquisizione e sulle eventuali misure correttive potrà slittare ancora, con effetti a catena su accordi commerciali e pianificazioni infrastrutturali. Per il porto di Genova questo significa che il percorso verso una governance più stabile rimane condizionato dall’esito delle valutazioni antitrust e dalle trattative tra le parti.
La partita ora si gioca su due fronti: la completezza delle informazioni richieste dall’Autorità garante e la definizione degli aspetti risarcitori tra PSA e Adsp. Entrambe le variabili determineranno i tempi e la forma della riorganizzazione del traffico container nello scalo.
Autore: A.M.










